Cracovia, il cuore antico della Polonia

Cattedrale di Santa Maria

Osservando la torre più alta della Cattedrale di Santa Maria di Cracovia è possibile assistere a un evento sorprendente: un trombettista si affaccia alla finestra e suona una breve melodia malinconica, chiamata “Hejnał Mariacki” che dura pochi secondi e si interrompe bruscamente, nel bel mezzo di una battuta. Il trombettista saluta e ripete fedelmente l’esecuzione del pezzo sugli altri tre lati della torre. L’evento si replica ogni ora e la performance di mezzogiorno viene addirittura trasmessa via radio in tutta la Polonia.

Questa breve esibizione musicale è legata alla tradizione popolare della città: secondo una leggenda, infatti, prima che Cracovia venisse raggiunta dagli invasori mongoli nel 1241, un trombettista suonò l’allarme per avvisare la popolazione, ma venne trafitto alla gola da una freccia nemica durante la sua esecuzione. Per commemorare l’eroico musicista che riuscì comunque ad avvisare per tempo i suoi concittadini, viene così rievocato l’evento ogni giorno. La brusca interruzione della melodia rappresenta, ovviamente, il ferimento del trombettista da parte della freccia degli invasori.Il drago di Wavel

La storia di Cracovia è legata al fascino di tante altre antiche leggende. Un’altra tradizione popolare narra della presenza di un drago nella grotta che si sviluppa ai piedi della collina di Wawel, di fronte alle sponde della Vistola, il fiume della città. Se, dopo aver visitato lo splendido castello omonimo, in cui potete tra l’altro vedere la celebre “Dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci, voleste scendere fino al fiume, potreste farlo passando attraverso la grotta. E, sorpresa delle sorprese, appena usciti trovereste davvero un drago sputafuoco! Ma niente panico, ovviamente si tratta di una statua in bronzo, realizzata nel 1969 dallo scultore Bronisław Chromy, che però può effettivamente sputare fuoco al vostro comando: basta inviare un sms ad un numero creato appositamente dal Comune di Cracovia ed ecco che il nostro dragone regalerà una bella fiammata per tutti i bambini presenti.

Cracovia è una delle più belle e accoglienti città di tutto l’Est Europa. Qui le tradizioni, la cultura, il buon cibo e un’atmosfera rilassata, piacevole e giocosa, complice anche la tradizione universitaria, sono un’attrattiva irresistibile per chiunque voglia trascorrere alcuni giorni in serenità.

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La città che ebbe come arcivescovo Karol Wojtyła, quello che sarebbe diventato papa Giovanni Paolo II, può vantare un bellissimo centro storico, perfettamente conservato all’interno del perimetro su cui un tempo correvano le antiche mura. Evitate di utilizzare la macchina: il centro è piccolo e si può agevolmente visitare da un lato all’ altro muovendosi a piedi.Statua di sale di Giovanni Paolo II

Il primo luogo da visitare è la piazza del mercato (Rynek Głowny), la più grande piazza medievale d’Europa, su cui si affaccia tra l’altro la succitata, bellissima, Cattedrale di Santa Maria, una delle chiese più belle di tutto il paese. La piazza è stata nominata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1987. Nel cuore della piazza si erge un’altra splendida architettura tradizionale, l’antico mercato dei tessuti (Sukiennice) di epoca rinascimentale, che ancora oggi si può visitare e al cui interno si possono incontrare tanti piccoli negozi di minuteria e artigianato. Sempre nella piazza centrale si erge l’imponente sagoma della torre del municipio, alta circa settanta metri, unica parte rimasta della gigantesca struttura medievale originaria. A causa di una tempesta di vento avvenuta nel 1703, la torre è ancora oggi leggermente inclinata.Il mercato dei tessuti

Altre visite da non perdere interessano il quartiere ebraico di Kazimierz. A Cracovia la tragedia della segregazione prima e dell’Olocausto poi toccarono vette di inimmaginabile sofferenza: circa un quarto della popolazione della città, ai tempi dell’invasione nazista, era ebraica e subì pesantemente le ripercussioni della dittatura. Nel quartiere di Podgórze, a sud della Vistola, venne trasferita gran parte della minoranza, là dove venne creato il ghetto ebraico. Ancora oggi un memoriale, uno spiazzo con alcune decine di sedie metalliche vuote (ciascuna rappresenta mille vittime), si può incontrare là dove un tempo c’era il ghetto. Nel vecchio quartiere ebraico, invece, si possono visitare altre attrattive di sicuro interesse: l’antico cimitero ebraico, la Sinagoga, e quella che è uno dei massimi simboli della lotta alla dittatura nazista: la fabbrica di Oskar Schindler.

Kazimierz

Ci sono due uscite “fuori porta” da non perdere per chi va a Cracovia: la prima è la visita congiunta ai campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau, per ricordare e commemorare quello che non dovrebbe mai essere dimenticato; l’altra racconta alcuni secoli di storia della Polonia: si tratta delle antiche miniere di sale di Wieliczka, anch’esse Patrimonio dell’Umanità UNESCO, che sono state fonte di ricchezza, lavoro e benessere per la città di Cracovia e per tutte le regioni circostanti. Il sale un tempo era un bene di grande valore, e il fatto che gli uomini qui si siano spinti così in profondità nelle viscere della terra per raccoglierlo ne è la testimonianza. Durante la visita vedrete laghi sotterranei, statue monumentali e la più grande chiesa sotterranea del mondo, Santa Kinga.

Santa Kinga

Il tutto, rigorosamente, scavato nel sale puro. Se organizzate una di queste uscite sappiate che dovrete dedicarvi una giornata intera dato che si tratta di visite molto lunghe, e che vi conviene prenotare con qualche giorno di anticipo, visto il gran numero di richieste che arrivano ogni giorno.

E buon viaggio alla scoperta di una delle più belle e sorprendenti città d’Europa!

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Dubai in 3 giorni

Dubai in 3 giorni…

Se si hanno disposizione pochi giorni bisogna cercare di programmare bene il viaggio visitando tutte le mete assolutamente da non perdere. Ci sono circa 200 isole artificiali che, viste dall’alto, richiamano il nostro sistema solare, quindi una visitina, magari dall’elicottero, di questa meraviglia “creata dall’uomo” è d’obbligo. 

Burj Khalifa con la sua altezza di 828 metri oltre ad essere il palazzo più alto del mondo detiene il record di avere in cima alla torre il ristorante più alto del mondo, al piano terra le fontane più grandi del mondo e, centralmente, l’ascensore più veloce del mondo inoltre, dalla cima della torre si può ammirare tutta la città.

Burj Khalifa

Al Burj Khalifa si accede passando dal Dubai Mall una sola parola: imperdibile! Essendo una città franca lo shopping non può mancare nel nostro viaggio seppur breve: ci sono decine e decine di centri commerciali sfarzosi e moderni ne cito uno tra tutti che è assolutamente da vedere: Mall of Emirates, oltre a decide e decine di negozi troverete anchelo lo Sky Dubai, una pista da sci artificiale con all’interno -10 gradi. Meritevole anche il Madinat: un complesso di 3 alberghi ricreati sullo sfondo di una città antica con mura, archi e canali navigabili. I famosissimi creek che dividono in due Dubai: da una parte la “città nuova” e dall’altra la “città vecchia”, potrete anche fare una sosta ai mercatini locali “i souk” e un giretto a bordo di un imbracazione locale. Il famossimo e unico hotel a 7 stelle: Burj al Arab, che dire lusso è come non dire niente. Visto il poco tempo a disposizione è consigliabile investire sul Big Bus Tour: ci sono vari tour, si può scendere ad ogni fermata e aspettare il pullman successo per visitare la prossima meta. Il museo di Dubai che si trova all’interno del Al-Fahidi, dove si possono trovare mostre fotografiche, collezioni d’armi e reperti storici.

Dubai

Per una piccola sosta di relax la spiaggia più bella e organizzata è Jumeirah Beach Park, con un mare caldo e sabbia bianchissima. È da sapere che, questa spiaggia è sempre aperta tranne il martedì che è riservata alle donne Musulmane. E infine, per non farci mancare proprio niente, che ne dite di un bel safari in jeep nel deserto, volete perdervelo? Tra danze del ventre, sabbia e cammelli in libertà sarà un’esperienza davvero emozionante!

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Camden Town, la Londra che non ti aspetti

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ph. by Andrea Rossi @Camden Town – London (UK)

Una visita a Londra significa andare incontro a una costante sorpresa: la capitale del Regno Unito non è infatti solo incredibilmente estesa e ricca di cose da vedere e luoghi da visitare, ma è anche molto, molto varia, e la sua offerta turistica si adatta veramente agli interessi di tutti. E così, se siete stanchi delle solite visite ai musei e ai luoghi dell’Impero, a Buckingham Palace e al Tower Bridge e volete vedere un luogo più colorato e insolito, c’è un quartiere nel nord della città che fa per voi: si tratta di Camden Town  (la cui filosofia è  mai passare inosservati).

In questo strano quartiere tutto sembra surreale e inverosimile, qui uscite dai soliti schemi per entrare, per esempio, in un negozio come CyberDog, un negozio fuori dal comune che vende un’infinità di “cose strane” a “gente strana” . Ha un’ entrata molto particolare che non stona affatto con il quartiere e quei due robot metallici lasciano intendere che non si tratti di un negozio convenzionale!  La musica è assordante, le luci stile discoteca e i commessi vestiti in modo eccentrico non deludono le aspettative…vi sentirete probabilmente fuori posto, immersi in un miscuglio di subculture poppunk underground in cui l’importante è distinguersi in qualunque modo,ma vale la pena andarlo a vedere! Vi troverete a vagare tra gli scaffali osservando vestiti eccentrici e gadget che difficilmente vi ricapiterà di vedere altrove.

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Ritenuta in passato un quartiere malfamato e pericoloso, a partire dagli anni ’70 Camden Town è diventata un luogo di ritrovo per artisti, musicisti e studenti nonché uno dei centri di cultura alternativa più vivaci di tutta l’Inghilterra. E questa vocazione si vede molto chiaramente nei tanti luoghi di ritrovo del quartiere: qui non è difficile incontrare artisti di strada e musicisti, poeti e bohémiennes; e poi i punk, quelli veri, inconfondibili grazie alle loro creste colorate e alla immancabile tenuta con chiodo, pantaloni militari e anfibi. Qui hanno soggiornato Charles Dickens, i poeti Verlaine e Rimbaud, il poeta Dylan Thomas e, in tempi più recenti, i musicisti Amy Winehouse e Chris Martin dei Coldplay. E sempre qui si trova la Roundhouse, un ex edificio industriale, riconvertito a sala concerti nel 1964, dove hanno avuto luogo alcuni concerti leggendari di musicisti quali Bob Dylan, i Rolling Stones, i Led Zeppelin, Jimi Hendrix, The Doors, i Ramones e tantissimi altri.S6301912

Caratteristico di Camden Town è il Regent’s Canal, un lungo canale artificiale utilizzato un tempo per il trasporto delle merci su acqua. Le chiatte, fino agli anni ’50, si muovevano lente lungo il corso d’acqua, trainate da cavalli da tiro. Ancora oggi si possono incontrare grandi statue di cavalli che ricordano questa attività, e lungo il corso del canale si possono vedere ancora i segni delle funi sul corrimano della passeggiata adiacente, oltre alle rampe di salvataggio per i cavalli scappati che accidentalmente cadevano in acqua. Riguardo alla passeggiata che costeggia il corso d’acqua, una camminata nei mesi primaverili ed estivi è molto più che consigliata. Lungo il canale si incontra il cosiddetto Blow-up Bridge, il ponte esploso, che ricorda l’esplosione di una chiatta carica di polvere da sparo nel 1874. Si trova anche il Camden Lock, una doppia chiusa azionabile manualmente che ha la funzione, insieme ad altre strutture simili lungo il canale, di regolare il passaggio delle imbarcazioni, mantenendo costante il dislivello delle acque.S6301922

Ma Camden, a partire dagli anni ’70, è diventata soprattutto sede di una moltitudine di mercati all’aperto, dove è possibile fare ottimi affari. Tra il Camden Market, lo Stables Market, il Buck Street Market e soprattutto il Camden Lock Market, inaugurato nel 1973, a Camden è possibile acquistare veramente di tutto: dai mobili usati all’abbigliamento vintage, dai libri e i dischi più introvabili per arrivare agli aggetti di arredamento alla moda. I prezzi sono sempre popolari e attirano grandi folle di turisti (ma anche di locali) nei weekend, tutti desiderosi di concludere affari a buon mercato.

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E poi il cibo: se visitate Camden Town in giornata, andateci a stomaco vuoto, perché le tentazioni qui sono troppe, e le possibilità offerte accontentano veramente tutti i gusti. Fra i tanti mercati all’aperto si incontrano bancarelle, pub e piccoli ristoranti dalle offerte gastronomiche più varie: c’è il thai e l’indiano, il messicano e il cinese, l’italiano e il giapponese, ma per chi vuole restare legato alla tradizione britannica un fish & chips è sempre facilissimo da trovare.S6301916

Per chi vuole un attimo di tregua i suggerimenti sono due: andateci in orari “comodi” e muovetevi con calma dato che nei weekend, quando l’assalto dei turisti è massimo, il tempo scorre alla svelta; inoltre, se siete stanchi e volete rilassarvi un attimo, potete fare una capatina nel vicino Regent’s Park, un grande e tranquillo parco realizzato nelle antiche aree di caccia del re Enrico VII.6340435271_faeeac66fd_b

(Photo di Magnus D

Qui si trovano splendidi roseti, un laghetto navigabile popolato di cigni e anatre sempre disponibili a farsi offrire un pezzo di pane, oltre a diverse aree giochi destinate ai più piccoli. Se avete figli al seguito e tante energie da spendere, a nord del parco si trova l’immenso Zoo di Londra, che da solo richiede mezza giornata per essere visto tutto, ma che è sicuramente una visita consigliabile per chi ama gli animali.

Se invece hai pochi giorni e non conosci Londra attieniti alla lista degli “imperdibili” che abbiamo stilato in questo articolo Londra a piedi!

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Hangzhou, una metropoli moderna dal cuore antico

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Lo Zhejiang, grande provincia centro-orientale della Cina, tra canali, fiumi e centinaia di chilometri di coste è un territorio strettamente legato all’elemento dell’acqua; la sua capitale, Hangzhou, ne è l’esempio più rappresentativo grazie a un lago, lo Xi Hu (Lago Occidentale), sulle cui sponde anche il grande Marco Polo rimase in contemplazione.

Lo stesso viaggiatore veneziano, al quale Hangzhou ha dedicato una statua in riva al lago, la definì, senza tanti giri di parole, “la più nobile e bella città al mondo”, e a ragione: boschi di salici e distese di loto, maestose pagode e boschi che rinverdiscono le sponde hanno fatto da sfondo a mille leggende della tradizione popolare cinese.

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Hangzhou, con oltre sei milioni di abitanti nella sua area urbana, centri commerciali e grattacieli di ultima generazione è indubbiamente una metropoli moderna, ma la placida maestosità dello specchio d’acqua, circondato da boschi e pagode, mantiene intatto il suo spirito antico.

Il Lago Occidentale attira milioni di visitatori ogni anno, soprattutto dalla Cina ma negli ultimi anni anche dall’estero, e le sue rive sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2011. In estate, decine di migliaia di escursionisti si avventurano sui sentieri che conducono alle pagode e ai templi immersi nei boschi vicini o lungo il suo periplo, che si può percorrere a piedi in poche ore. Ma un’escursione del genere prevede tante soste obbligate, a cominciare dalla Pagoda di Leifeng o delle Sei Armonie, una struttura imponente ricostruita nel 2002 dopo il collasso (avvenuto nel 1924) del tempio originario del X secolo. L’edificio religioso è legato alla figura di Bai Suzhen, la ragazza “Serpente Bianco” protagonista di poemi e spettacoli teatrali che, secondo la leggenda, venne qui imprigionata.

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Nello spazio di poche centinaia di metri lungo le sponde del lago le vicende di Cina antica e moderna si intrecciano: sulla costa meridionale si possono vedere la tomba di Yue Fei, condottiero medievale simbolo per i Cinesi della resistenza agli invasori e, a breve distanza, una lussuosa villa in stile Liberty, residenza di Chiang Kai-Shek prima del suo esilio.

Lungo le sponde si incontrano numerosi scenic spots, punti panoramici che già dal nome rivelano suggestioni tutte cinesi: “I tre stagni che riflettono la luna”, “Gli orioli in canto tra i salici”, “La neve che si scioglie sul ponte rotto”, “La luna d’autunno sul placido lago”, solo per citarne alcuni.

Ad Hangzhou le acque non solo modellano il paesaggio, ma hanno anche importanza commerciale: il Grande Canale, il più esteso corso d’acqua artificiale al mondo, proprio qui ha origine e si estende per oltre 1800 chilometri, fino a raggiungere Pechino. Venne iniziato nel 486 a.C., addirittura prima della fondazione di Roma, e venne completato mille anni dopo. Si stima che milioni di cinesi parteciparono ai lavori di realizzazione, e non raramente vi perirono. Interseca cinque dei più importanti fiumi della Cina, tra cui il gigantesco Yangze o Fiume Azzurro, e ancora oggi costituisce un’importante arteria di trasporto merci su acqua.

Ogni anno, a settembre, una folla oceanica di turisti e curiosi si assembla lungo le sponde del Qiantang, il fiume che costeggia la città, per assistere a un incredibile fenomeno: onde di marea, chiamate “mascheretti”, che risalgono il fiume controcorrente e che qui arrivano a svariati metri di altezza.

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A pochi chilometri dalle rive del lago Occidentale, arroccato su una successione di colline, si trova Lingyin, il Tempio del Ritiro Spirituale, uno dei più importanti monasteri buddisti di tutta la Cina; risalente al IV secolo d.C., venne fondato dal monaco Hui Li, arrivato fin qui dalle remote terre dell’India. Lingyin custodisce nei suoi padiglioni un gran numero di statue monumentali, tra cui primeggia un Buddha di 26 metri con alle spalle un maestoso altorilievo in legno, costituito da centinaia di figure lignee che raccontano la storia del Bodhisattva della Misericordia Guanyin. Fin dalle prime ore del mattino un silenzioso esercito di fedeli popola il tempio, inginocchiandosi al cospetto delle figure sacre, agitando bastoncini di incenso, toccando lungo il cammino le iscrizioni beneauguranti: un’atmosfera carica di profonda spiritualità che si rivela sorpresa inaspettata per gli occidentali, che qui arrivano ancora spaesati dallo sfrenato consumismo di metropoli moderne come Shanghai o Hong Kong.

Chi è felice di una vita semplice, sarà felice per sempre, recita un’incisione sulla roccia: una filosofia di vita che per millenni è appartenuta al popolo dell’Impero Celeste e che sembra ancora rivivere in questo rifugio di spiritualità.

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Barcellona in Primavera

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Le ragioni per visitare Barcellona si sa, sono molteplici, perché la città offre ogni gamma di svago e divertimento; qui puoi soddisfare le più ampie necessità spaziando dalla cultura, alla musica, al divertimento con la D maiuscola! Si sceglie Barcellona in qualsiasi periodo dell’anno proprio per la smisurata capacità di offrire tutto ai viaggiatori: incredibili monumenti, eventi gastronomici , per le sue tradizioni folcloristiche, e una vita notturna al di fuori di ogni schema.

Nonostante la mia premessa, da cui si capisce che ne sono letteralmente innamorata, visitare Barcellona in primavera è importante perchè:

– Con l’inizio della primavera la capitale catalana ci fa assistere all’apertura delle spiagge e dei tipici chiringuitos. Perché non approfittarne del clima mite non ancora troppo afoso e delle spiagge ancora semi deserte?

La Feria de Abril (quest’anno dal 25 di aprile al 4 di maggio), si tratta di una celebrazione popolare che per un’intera settimana trasforma la città, proponendo gastronomia tipica, musica, balli e gli immancabili spettacoli con i tori, la corrida e molto di più…ovvero un pezzo di Andalusia a Barcellona.

San Jordi: altra festa popolare che si svolge in primavera (il 23 di aprile), una delle festività più celebri e romantiche di Barcellona. Si tratta di una giornata che vede riversare sulle strade della città fiumi di persone immerse tra bancarelle di libri (per lui) e rose (per lei).

Questo giorno, conosciuto come la festa del libro e della rosa, coincide con l’anniversario di Sant Jordi, patrono della Catalogna.

Secondo la leggenda, San Giorgio uccise il drago che spaventava la gente e il suo sangue è diventato una rosa che ha dato al suo amore, la principessa. Secondo la tradizione gli uomini dovrebbero dare alla partner una rosa e le donne dovrebbero dare agli uomini un libro in questo giorno.

– A ciò pertanto si aggiunse “el dia del libro“, che si celebra dal 1926. Il mix da’ vita ad una indimenticabile giornata da trascorrere a Barcellona.

Il Festival Primavera Sound. Per tutti gli amanti della musica e dei grandi concerti live è un appuntamento da non perdere: questo è uno degli eventi più incredibili della capitale catalana (quest’anno dal 27 al 30 di maggio). Il fermento “musicale” è palpabile, si respira nell’aria. Qualche nome dell’imminente edizione? Belle and Sebastian, Patti Smith, The Black Keys, James Blake, Interpol, José González, Damien Rice e Antony and the Johnsons.

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798 Il distretto artistico di Pechino

798 Il distretto artistico di Pechino

La Cina del nuovo millennio è un paese completamente cambiato, all’avanguardia, che vuole riscoprire se stesso e assumere un ruolo da protagonista nel nuovo mercato mondiale. Per farlo, un grande rinnovamento si è reso necessario: da nord a sud, tutte le città più importanti dell’Impero Celeste stanno cambiando volto, con centri storici sempre più isolati in mezzo a centri commerciali, grattacieli e modernissime architetture che sembrano voler spazzare via il passato più recente.

Pechino, a pari passo con la capitale commerciale Shanghai, sta facendo da battipista in questa delicata fase di transizione. Complici le Olimpiadi estive del 2008, tantissimi rinnovamenti hanno cambiato radicalmente il volto della metropoli cinese. Se volete visitarla perciò, ricordatevi che i “grandi classici” come la Città Proibita, piazza Tienanmen, il Tempio del Cielo, la Grande Muraglia nella vicina Badaling e la Residenza Estiva dell’Imperatore, per quanto siano sempre mete imperdibili, non sono più le uniche cose che meritano di essere viste nella maestosa capitale della Cina.

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Con le Olimpiadi del 2008, infatti, tutto un nuovo quartiere legato alla Città Olimpica è emerso, e con questo anche gli affitti più cari di tutta la nazione. Ma il rinnovamento ha portato anche alcune architetture sportive bellissime, come il Water cube destinato alle gare di nuoto, e il Bird’s nest, o nido d’uccello, considerato a ragione uno degli stadi più belli del mondo, che di notte è illuminato con luci colorate e suggestive, ed è circondato da un parco e da un piccolo lago artificiale. Queste strutture, così come tutte le altre costruzioni create per le Olimpiadi, sono aperte al pubblico, ospitano regolarmente eventi sportivi di livello mondiale e meritano sicuramente una visita.

È proprio l’architettura uno degli elementi fondamentali su cui si è basato il rinnovamento della città; se da un lato è dolorosa la progressiva scomparsa degli Hutong, i tradizionali vicoli orientati secondo le regole del Feng Shui e popolati da negozi tradizionali in legno che si assiepano fitti intorno al leggendario cuore di Pechino, la Città Proibita, dall’altro bisogna ammettere che le nuove architetture hanno un fascino e una personalità veramente notevoli. Basti pensare all’insolita sagoma del grattacielo della CCTV, la televisione nazionale cinese, che per la propria sede ha scelto una struttura a dir poco insolita, che sembra quasi ripiegata su se stessa ed è riconoscibile da chilometri e chilometri di distanza.

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Ma l’elemento che più di ogni altro rappresenta la metamorfosi della città è il cosiddetto Quartiere 798 il distretto artistico che si trova nella zona nord-est di Pechino, a qualche chilometro dal centro, ed è un qualcosa che nessuno immaginerebbe di trovare qui: si tratta infatti di un’ampia area, che sfrutta antichi residui industriali del periodo maoista per creare mostre temporanee e permanenti di arte moderna. Il quartiere 798 era infatti originariamente una fabbrica militare, in attività negli anni Sessanta e Settanta, creata in seguito ad un accordo tra Cina, Unione Sovietica e Germania Est, che però è stata progressivamente abbandonata, sino ad essere del tutto dismessa negli anni Ottanta. Dalla seconda metà degli anni Novanta in poi, la sua riscoperta ha portato sempre più artisti a sfruttare un’area ampia e dai costi di affitto bassissimi (ci troviamo pur sempre in periferia). Sono così comparsi negozi ed esposizioni temporanee, piccoli musei, laboratori, scuole d’arte. Il risultato che giunge ora ai nostri occhi è un quartiere vivido, insolito, carico di fermento culturale e del tutto slegato dalla tradizione cinese: anche a livello di costruzioni, complice la collaborazione di architetti tedeschi nella sua reazione, sembra a tratti di trovarsi nel bel mezzo della Berlino del Bauhaus, la nota scuola di architettura che ha influenzato l’urbanistica di mezzo mondo.

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Qui possiamo tranquillamente vedere graffiti e street art sui muri, vespe parcheggiate lungo la strada, affreschi e statue di ogni forma e dimensione, personaggi dal sapore vagamente dandy e uno spirito che è raro non solo in questa città, ma in tutto il resto della nazione cinese. Qui alcune delle più importanti personalità artistiche della Cina degli ultimi venti anni hanno mosso i primi passi (tra cui il celebre Ai Wei Wei, noto anche per i suoi forti contrasti col governo cinese), ed è veramente possibile respirare un’aria diversa, internazionale, di totale distacco dal passato e dalla tradizione, i cui echi sono ancora comunque ben forti nelle strutture industriali che ospitano questo piccolo mondo, dove un tempo venivano create armi, mentre oggi fanno da sfondo, quasi da bacheca, ad una nuova “rivoluzione” cinese fatta di arte, di rinnovamento e di pace.

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Una gita a Volandia!

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Siete appena arrivati a Malpensa per prendere il vostro aereo, ma avete alcune ore di attesa che non sapere come impiegare? C’è una soluzione ideale, adatta a tutti: una scappata a Volandia, il museo del volo a due passi da Malpensa. Per raggiungerlo bisogna percorrere circa 10 minuti a piedi dal Terminal 1, proseguendo lungo la rampa principale e seguendo le indicazioni; ci troviamo nel comune di Somma Lombardo (VA). Il grande museo, in parte all’aperto e in parte al chiuso, offre una splendida full immersion nella storia dell’aviazione, che può rivelarsi affascinante anche per chi non ama volare.

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Volandia rappresenta già in sé un piccolo pezzo della storia dell’aviazione italiana, poiché la sua location è strettamente legata ai primi passi dell’industria aeronautica del nostro paese: il Parco e Museo del Volo è stato realizzato recuperando le storiche Officine Aeronautiche Caproni, fondate a Malpensa nel 1910 dall’ingegnere Giovanni Battista “Gianni” Caproni, uno degli grandi pionieri del volo italiani.

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Questa fu la prima ditta aeronautica della Penisola. Tutta la zona circostante è l’area storica in cui l’industria aeronautica italiana ha mosso i suoi primi passi; oltre alle Officine Caproni, infatti, a distanza di pochi chilometri sono nate altre aziende storiche come la SIAI-Marchetti, l’Agusta e l’Aermacchi, tutte nel territorio della Provincia di Varese, che è indubbiamente la provincia italiana più legata all’industria del volo. Qui, inoltre, il 27 maggio 1910 il biplano Caproni Ca.1, il primo aeroplano motorizzato italiano, si librò in volo per alcuni minuti sopra la brughiera di Gallarate. Oggi a Volandia è possibile vedere dal vivo non solo il velivolo originale, interamente realizzato in legno, ma si può anche conoscere e approfondire la storia della sua costruzione.
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Volandia è il posto ideale in cui portare i bambini, grazie ad ampie aree attrezzate e dedicate, e molte zone di “sosta” in cui farli riposare. Ampi spazi sia interni che esterni sono qui dedicati ai più piccoli, tutti dedicati al tema del volo, qui si può “viaggiare” a bordo di un grande aeroplano gonfiabile. Non solo: per gli appassionati di modellismo è assolutamente imperdibile la storica Collezione Piazzai, che raccoglie 1200 modellini in scala di ogni forma e modello di aeromobile mai creato.
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I primi decenni del Novecento videro la nostra nazione muoversi attivamente per sfruttare le opportunità commerciali date dalla grande innovazione del volo, e quest’area industriale ne è l’esempio lampante. L’industria aeronautica italiana ha infatti molti fiori all’occhiello, di cui le arcinote frecce tricolori, con le loro esibizioni multicolori, né sono solo l’esempio più appariscente. Non a caso fu realizzato in Italia, per la precisione a Centocelle vicino a Roma, il primo film in assoluto realizzato a bordo di un aeroplano: si trattava del Model A dei leggendari Fratelli Wright, i veri “padri” dell’aviazione moderna.

Volandia è divisa in 11 aree tematiche, dedicate ai grandi temi dell’aviazione. Dalla mongolfiera all’aeroplano (“Ala fissa”), dall’elicottero (“Ala rotante”) al convertiplano (una sorta di velivolo in grado di fondere volo verticale e orizzontale), oltre 30 aeromobili sono qui esposti, cavalcando una storia che è tanto varia quanto sorprendente. Per chi volesse non solo guardare i modelli ma provare anche a guidarli, ecco a disposizione un’area simulazione di volo, dove è possibile scoprirsi pilota per un giorno.
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Di grande interesse è anche il Padiglione Spazio, dove si può rivivere l’epopea degli astronauti e scoprire il contributo dato dall’Italia alle missioni spaziali più recenti, e dove è presente una fedele ricostruzione funzionante di Casper, il modulo di Comando di Apollo 16 (visibile anche nel documentario “Da Volandia alla luna”), missione che portò l’uomo sulla luna nel 1972, per la quinta volta in assoluto. Da non perdere è inoltre il Planetario, che ci permette di scoprire i segreti della volta celeste, gestito dall’osservatorio astronomico di Tradate.
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Anche se Volandia si trova veramente a due passi da Malpensa, non pensate di dedicarle una visita lampo, magari sfruttando un’oretta di cambio volo: l’area coperta dalle ex officine è enorme (oltre 60.000 metri quadrati), e sarebbe un vero peccato dedicare a questa struttura solo un’occhiata rapida, anche perché le cose da vedere al suo interno sono tantissime. Insomma, organizzate bene la vostra visita, mettete due scarpe comode e tenetevi libera qualche ora. E buon volo!

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Shanghai, il volto nuovo della Cina

Shanghai

Se state progettando di andare in Cina, sappiate che tra le tappe obbligatorie che qualunque turista deve includere nel suo viaggio, la prima è Shanghai. Il perché è presto detto: la “Parigi d’Oriente” racchiude al suo interno talmente tante attrattive che è proprio impossibile da ignorare. Inoltre, anche dal punto di vista strettamente pratico, Shanghai si presta bene, grazie alla sua posizione centro-orientale, a fare da base strategica per la visita ad altre città e meraviglie dell’Impero Celeste: Pechino si trova infatti a Nord-Est, Hong Kong a Sud e sono quindi molto più decentrate e scomode per svolgere questa funzione. Inoltre l’importantissimo nodo aereo, ferroviario e navale che è rappresentato dalla metropoli permette in ogni momento di trovare nuove destinazioni da raggiungere direttamente senza scali intermedi.

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Shanghai è il volto nuovo dell’Impero Celeste, in tutto e per tutto: centri commerciali, grattacieli e architetture modernissime tradiscono una forte influenza occidentale che ha profondamente segnato il suo aspetto attuale. E infatti il primo, sbalorditivo impatto con Shanghai viene offerto al visitatore dalla sua incredibile skyline in continua evoluzione, con grattacieli sempre più alti che si arroccano e si susseguono con continuità lungo le sponde del fiume Huangpu. In particolare il Bund, un lungo viale che costeggia il fiume sulla sua riva sinistra e che volge lo sguardo verso il quartiere commerciale di Pudong, è il posto più adatto per vedere l’incredibile successione di architetture modernissime che si specchiano nelle sue acque.

Oriental pearl tower

Dopo il primo impatto con la magniloquenza del Bund, il suggerimento, per chi è appena arrivato a Shanghai, è quello di farsi un giro per la lunghissima, colorata e rumorosa Nanjing road; questa strada è il cuore pulsante del turismo shanghainese, grazie ai suoi negozi di moda e centri commerciali, alle attrattive di vario genere e ai mille punti di ristoro.

Nanjing road

Shanghai - Nanjing Road

Ma se volete fare uno shopping un po’ più ricercato e meno scontato, allora i consigli sono due: o vi potete dirigere verso Taikang road, dove i negozi di minuteria di vario genere si sprecano (ma sono pur sempre oggetti fatti per i turisti), oppure potete cercare Dongtai road. Questa è un’antica via, piuttosto nascosta ma comunque facilmente rintracciabile mappa alla mano, dove troverete un autentico mercatino dell’usato cinese, con tantissime chicche: busti di Mao, antichi manifesti di epoca Liberty, gioielli e soprammobili usati, quadri, suppellettili e tante altre curiosità direttamente provenienti da un mondo che ormai non esiste più.

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Shanghai è una città moderna ma ha anche un cuore antico: quindi, se siete stanchi delle visioni panoramiche dalle cime dei grattacieli e dei negozi di moda italiani, potete recarvi nella città vecchia. Qui le case conservano la tradizionale architettura e la struttura in legno, sebbene i materiali originari siano stati progressivamente sostituiti nei secoli. Anche qui, in ogni caso, potrete tornare con la borsa piena di acquisti, questa volta però dedicati a oggetti più tipici della tradizione cinese, come bacchette di legno, incensi, tè, vestiti e borse. La città vecchia è inoltre ricchissima di ristoranti di fascia buona, dove fermarsi per degustare alcuni piatti tipici a prezzi molto più che ragionevoli.

Old town

Ricordatevi infatti che il cambio favorevole vi permette di spendere decisamente poco anche in alberghi e ristoranti di buon livello. Se siete ancora alla ricerca di ambienti che sanno di tradizione, una capatina ai bellissimi giardini acquatici Yuyuan non si può proprio evitare, meglio ancora se in orario non di punta. Da non perdere anche il tempio buddista nel cuore del quartiere di Jing’an, dove l’atmosfera di pace e riflessione sembra stridere con i grattacieli. Ciononostante la struttura religiosa, risalente al III secolo d.C. e perfettamente restaurata, offre una finestra sul passato che merita assolutamente di essere visitata.

Yuyuan

Sempre in tema di tradizioni, non perdete occasione di recarvi una delle centinaia di tea house che si trovano in giro per la città, come ad esempio quella bellissima di Yuyuan. Ma attenzione: una semplice pausa in un locale tradizionale per degustare il tè può rivelarsi un’esperienza didattica dato che, su richiesta, è possibile richiedere la presentazione del rito tradizionale della sua preparazione, caratterizzato da mille curiosi e affascinanti particolari.

Tea house

Altre soste “didattiche” possono interessare l’acquario, lo zoo, lo Shanghai Art Museum e il padiglione cinese dell’Expo 2010 (che però non è aperto in ogni periodo dell’anno: è bene informarsi prima di una visita). Anche una partecipazione da spettatori agli spettacoli tradizionali (concerti e opere in particolare) nei grandi teatri della città è molto più che consigliata, in particolare al bellissimo Oriental Art Center . Se siete appassionati di motori, potrebbe essere una buona idea visitare la città in coincidenza con il suo Gran Premio di Formula Uno. Tantissimi altri eventi sportivi internazionali, dal nuoto ai tuffi, dal tennis al calcio, costellano la stagione agonistica di Shanghai .

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Alcune note pratiche:

  • La metropolitana copre bene gran parte della città, usatela senza paura ma evitate le ore di punta (le 8 al mattino e le 17 del pomeriggio), perché milioni di persone si riversano sulle sue carrozze nel giro di pochi minuti;

  • Per i trasferimenti lunghi o verso location particolarmente difficili da trovare non esitate a prendere il taxi: grazie al basso costo della vita, un viaggio di decine di chilometri potrebbe costarvi pochi euro. Attenzione a farvi scrivere la vostra destinazione su un foglio in cinese prima di partire: ben pochi tassisti capiscono l’inglese;

  • Non ci sono vaccinazioni di nessun genere da fare e in generale non ci sono particolari precauzioni mediche da seguire, se non evitare le ore più calde d’estate (le temperature possono raggiungere i 40°);

  • Non ci sono particolari rischi per il proprio portafogli o per la propria incolumità, quindi non prendete precauzioni superiori a quelle abituali: in Cina la microcriminalità è praticamente inesistente;

  • Fate molta attenzione lungo le strade: le automobili hanno la precedenza sui pedoni e molti automobilisti guidano in maniera particolarmente aggressiva.

E buon viaggio, Shanghai e la Cina vi aspettano a braccia aperte!

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Passaporto per minorenni

Passaporto per minorenni un vero labirinto in cui districarsi…

L’iscrizione del minore sul passaporto del genitore non è più valida dal 27.06.2012. Infatti da questa data il minore può viaggiare in Europa e all’estero solo con un documento di viaggio individuale. Al contempo i passaporti dei genitori con iscrizioni di figli minori rimangono validi per il solo titolare fino alla naturale scadenza.

Tutti i minori di cittadinanza italiana per viaggiare devono essere in possesso di un documento personale valido per l’espatrio ovvero passaporto, o per i Paesi UE, anche di carta di identità valida per l’espatrio.

Sono valide per l’espatrio le carte di identità che non rechino sul retro la dicitura NON VALIDA PER L’ESPATRIO

Fino al compimento dei 14 anni i minori italiani possono espatriare solo se:

  • accompagnati da almeno un genitore o con chi ne fa le veci (es:tutore, esercente la potestà genitoriale).
    Il passaporto del minore riporta (fatta salva diversa volontà, espressa all’atto della richiesta del passaporto), i nomi di almeno uno dei genitori in qualità di accompagnatore.
    Se il dato del genitore non è riportato sul passaporto del minore, al momento dell’espatrio lo stesso genitore deve poter dimostrare il rapporto di parentela attraverso, ad esempio, l’esibizione dello stato di famiglia o dell’estratto di nascita del minore.
    Per gli esercenti la potestà genitoriale occorre munirsi di documentazione della nomina a tutore o dell’atto di affido.

    Tutto ciò è necessario per impedire espatri illegali di minori per conto di terzi.

  • affidati ad un accompagnatore munito di dichiarazione di accompagno
  • affidato con dichiarazione di accompagno dai genitori o dagli esercenti la potestà genitoriale ad un Ente (es: compagnia aerea)

Compiuti i 14 anni possono viaggiare senza accompagnatori sia in ambito UE che per destinazioni extra UE.

La dichiarazione di accompagnamento

Importanti novità dal 4 giugno 2014 per quanto riguarda le dichiarazioni di accompagnamento.

I genitori o chi esercita la responsabilità tutoria di minori di età inferiore a 14 anni che viaggino non accompagnati da almeno uno di loro e che intendono concedere l’autorizzazione ad una persona fisica o ad una società di trasporto (es:compagnia aerea o di navigazione) devono sottoscrivere la dichiarazione di accompagnamento che resterà agli atti della questura.

La nuova procedura prevede il rilascio di una dichiarazione cartacea oppure l’iscrizione della menzione direttamente sul passaporto del minore. I richiedenti quando compilano il modulo di richiesta devono selezionare o il rilascio di una dichiarazione cartaceao la menzione stampata direttamente sul passaporto del minore.

Nel primo caso la questura provvederà poi a rilasciare l’attestazione della dichiarazione che l’accompagnatore presenterà in frontiera insieme al passaporto del minore in corso di validità oppure nel secondo caso a stampare sul passaporto del minore la menzione. La scelta tra le due possibilità è dei richiedenti al momento dell’istanza, salvo diversa indicazione per giustificati motivi degli stessi Uffici competenti al rilascio del passaporto. In caso di contrasto tra le modalità scelte dalla pubblica autorità con quanto richiesto dal cittadino, risulta prevalente l’indicazione effettuata dall’autorità stessa.

Nel caso in cui il minore di anni 14 sia affidato ad un ente o ad una compagnia di trasporto, al fine di garantire la completezza e la leggibilità dei dati relativi al viaggio, è rilasciata unicamente la dichiarazione, redatta sulla base della richiesta presentata dagli esercenti la responsabilità genitoriale o tutoria.

Si ricorda che prima di acquistare il biglietto della compagnia di trasporto è necessario verificare che la stessa accetti che il minore di 14 anni viaggi a loro affidato.

Suggeriamo per ogni evenienza di portare in questura insieme alla dichiarazione di accompagno anche una fotocopia del documento dell’accompagnatore, dei genitori e del minore.

Per i cittadini minori italiani sia nella dichiarazione di accompagno che nella menzione sul passaporto, vistate dagli organi competenti al rilascio del passaporto, è riportato il nome della persona o dell’Ente cui il minore viene affidato.

Poiché la L.1185/1967 sui passaporti fa espresso riferimento ai “cittadini“, la dichiarazione di accompagnamento è applicabile ai soli minori italiani e solo quando viaggino fuori dei confini nazionali (ovvero, in caso di residenza all’estero, i confini del Paese di residenza) con persona diversa dall’esercente la responsabilità genitoriale o tutoria.

Ciò significa che:

  • Non può essere rilasciata per viaggi sul territorio nazionale (ad esempio da Roma a Milano), cosa che invece alcune compagnie aeree continuano erroneamente a richiedere a causa di loro regolamenti interni;
  • Non è necessaria se si viaggia con gli esercenti la responsabilità genitoriale (madre o padre) o tutoria. Va precisato che ciò è indipendente dal fatto che il/i nome/i dei suddetti siano riportati alla pagina 5 del passaporto del minore di 14 anni, ma in tal caso al controllo di frontiera sarà necessario dimostrare di essere l’esercente la responsabilità genitoriale o tutoria (ad esempio con atto di nascita, stato di famiglia, sentenza etc.);
  • ferma la necessità che sia indicato almeno un accompagnatore, è lasciata alla valutazione dei richiedenti di fornire il nominativo di due accompagnatori, i quali saranno tra loro alternativi.

La validità della dichiarazione, sia essa cartacea o con la menzione sul passaporto, è circoscritta ad un viaggio (da intendersi come andata e/o ritorno) fuori dal Paese di residenza del minore di 14 anni, con destinazione determinata, tranne casi eccezionali che saranno valutati dall’ufficio che emette la dichiarazione.

In particolare:

  • il termine massimo di validità della dichiarazione – entro cui devono essere ricomprese la data di partenza e la data di rientro – è di 6 mesi, salva la possibilità per l’ufficio competente di accordare un periodo più ampio in caso di motivata richiesta (es. affidamento del minore a istituto di cura o di formazione).
  • la validità della dichiarazione non può comunque oltrepassare la data di scadenza del passaporto del minore.
  • nel caso di viaggi che prevedono l’attraversamento di diversi Stati, spetta agli esercenti la responsabilità genitoriale o tutoria valutare – sulla base delle modalità del viaggio stesso – se indicare solo il Paese di destinazione finale o tutti i singoli Paesi visitati.

La dichiarazione va presentata agli uffici preposti al rilascio del passaporto nella cui circoscrizione risiede il richiedente.

N.B. Gli uffici di Polizia di Frontiera non sono autorizzati al rilascio della dichiarazione di accompagno, pertanto ricordatevi di richiederla in questura o in commissariato con congruo anticipo sul viaggio.

Inoltre , in aderenza a quanto previsto dall’articolo 38, commi 1 e 3 del DPR 28 dicembre 2000, n. 445, le istanze alla pubblica amministrazione possono essere inoltrate anche via fax, raccomanda R/R. e PEC (con o senza firma digitale). In tutti i casi comunque gli Uffici competenti al rilascio del passaporto possonorichiedere su propria valutazione la presenza dei richiedenti. Questo sempre nell’interesse del minore.

Dichiarazione di accompagnamento per viaggi in Italia

Il minore italiano per viaggiare deve avere un suo documento personale ricordiamo però che per i tratte nazionali alcune compagnie aeree o di navigazione richiedono una specifica documentazione per il minore che viaggia accompagnato da persone diverse dai genitori.

Si precisa però che gli uffici di Polizia, per legge, rilasciano la dichiarazioni di accompagno solo per i minori italiani che espatriano e non per viaggi sul territorio nazionale. Perciò, per non avere spiacevoli sorprese all’imbarco, è necessario per i documenti informarsi in anticipo presso le stesse compagnie per vedere cosa prevede il loro regolamento interno.

 

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Rilascio del passaporto

Ricordiamo che per la legalizzazione delle foto (passaporto, lasciapassare) il richiedente deve essere presente (anche se minore), altrimenti l’Ufficiale non può procedere poiché deve verificare al momento che la foto ritragga la persona che lo richiede.

Per richiedere il passaporto per il figlio minore è necessario l’assenso di entrambi i genitori (coniugati,conviventi, separati, divorziati o genitori naturali.) e che il minore sia cittadino italiano.

Questi devono firmare l’assenso davanti al Pubblico Ufficiale (che autentica la firma) presso l’ufficio in cui si presenta la documentazione. In mancanza dell’assenso si deve essere in possesso del nulla osta del giudice tutelare.
Se uno dei due genitori è impossibilitato a presentarsi per la dichiarazione, il richiedente può allegare una fotocopia del documento del coniuge firmato in originale con una dichiarazione scritta di assenso all’espatrio firmata in originale (ai sensi del DPR 445 del 2000 legge Bassanini). Questa procedura è estesa ai cittadini comunitari.

Se uno dei due genitori è extracomunitario e non è presente in Italia, quindi non può recarsi presso una questura per l’assenso, allora si deve recare presso l’Ambasciata italiana nel Paese estero dove si trova e firmare l’assenso che in questo modo è legalizzato e spedito poi in Italia dall’Ufficio diplomatico.

La documentazione

Alla domanda è necessario allegare:

  • un documento di riconoscimento valido del minore. Suggeriamo di portare con sé, oltre all’originale, anche un fotocopia del documento. In alternativa il genitore del minore può autocertificare che è il minore è suo figlio (ai sensi del DPR 445 del 2000 legge Bassanini).
  • 2 foto formato tessera identiche e recenti (chi indossa occhiali da vista può tenerli purché le lenti siano non colorate e la montatura non alteri la fisionomia del volto – inoltre lo sfondo della foto deve essere bianco)
  • contributo amministrativo da € 73,50 sotto forma di contrassegno telematico per passaporto (da acquistare in una rivendita di valori bollati prima di presentarsi con la documentazione nell’Ufficio che rilascia i passaporti).
  • La ricevuta di pagamento di € 42,50 per il passaporto ordinario. Il versamento a nome del minore va effettuato esclusivamente mediante bollettino di conto corrente n. 67422808 intestato a: Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del tesoro.
    La causale è: “importo per il rilascio del passaporto elettronico”. Vi consigliamo di utilizzare i bollettini pre-compilati distribuiti dagli uffici postali.
  • Ricordiamo infine di portare con sé anche la stampa della ricevuta che viene inviata dal sistema dopo la registrazione al sito Agenda passaporto

Ribadiamo per il passaporto di un minore la domanda di rilascio sarà firmata dai genitori ma il conto corrente per il pagamento del passaporto dovrà essere eseguito a nome del minore.

Validità del passaporto

Per poter garantire una maggiore individualità e sicurezza ai minori italiani la normativa prevede che sia i passaporti per minori che le carte d’identità per i minori abbiano due diverse tipologie di validità, al fine di garantire l’aggiornamento della fotografia e la identificazione del minore ai controlli di frontiera.

• Minore da 0 a 3 anni: validità triennale
• Minore dai 3 ai 18 anni: validità quinquennale

Lasciapassare

Il lasciapassare è un documento costituito da un certificato contestuale di nascita e cittadinanza (art.7/14 25/11/2009) vidimato dal questore (cosiddetto lasciapassare). Il lasciapassare è valido fino ai 15 anni del minore italiano. Giova ricordare che con la legge 12 luglio 2011, n. 106, è stato convertito il decreto legge 13 maggio 2011, n. 70 che, all’articolo 10, comma 5, ha modificato l’articolo 3 del T.U.L.P.S. di cui al Regio-Decreto 18 giugno 1931, n. 773, introducendo il principio del rilascio della carta d’identità ai minori. Pertanto il minore ora può avere la carta di identità, anche valida per l’espatrio, a partire dal giorno della nascita e quindi l’istituto del lasciapassare è di fatto diventato obsoleto.

Indicazioni

I passaporti individuali con durata decennale rilasciati ai minori anteriormente alla data di entrata in vigore della nuova normativa (25 novembre 2009) sono validi fino alla loro naturale data di scadenza.

Il 2 agosto 2010 è stata diramata una circolare esplicativa sulle problematiche legate all’espatrio dei minori.

Per recarsi negli U.S.A. ed usufruire del programma Visa – Waiver Program, il minore deve avere solo ed esclusivamente un passaporto personale.

N.B.Il nuovo modulo per la richiesta del passaporto è in fase di evoluzione e comprenderà le modifiche apportate dalle recenti normative in materia. Pertanto quello attualmente scaricabile dal sito ed in uso presso le questure e i commissariati è un modulo non aggiornato e richiede di produrre il certificato di nascita del minore che non va invece prodotto in quanto la Legge 445 del 2000 art 47 annovera il certificato di nascita tra i documenti per i quali è prevista ‘autocertificazione.

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Black Friday in New York

Una corsa folle, un’ esperienza meravigliosa!

Alzi la mano chi non ha sentito parlare di Black Friday almeno una volta. Oppure chi addirittura si sta organizzando per una giornata folle di acquisti! La corsa al miglior sconto possibile prende il nome elegante di Black Friday. Di elegante ha però ben poco, conveniente senz’altro ma soprattutto è affascinante, se questa esperienza avete deciso di farla almeno una volta nella meravigliosa New York sarà da togliere il fiato. Il Black Friday infatti nasce in USA e ogni anno porta tanti appassionati dello shopping a fare follie per accaparrarsi oggetti di ogni sorta a prezzi davvero stracciati. Questa usanza si è diffusa facilmente in tutti i continenti. Ora da noi non è più questo sconosciuto! Ma vediamo meglio di cosa si tratta…

La giornata per antonomasia dello shopping sfrenato, cade sempre dopo il giovedì del Thanksgiving day in America. Si celebra il quarto giovedì di Novembre, ma da noi invece si terrà più semplicemente Venerdì 24 Novembre.

Nel 1924, il giorno successivo al Ringraziamento, la grande catena di distribuzione Macy’s organizzò la prima parata per celebrare l’inizio dello shopping natalizio. Fu solo negli anni ottanta che esplose il Black Friday negli Stati Uniti e oggi è popolare anche in altri Paesi come Brasile, Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Italia ed è ormai molto diffuso su tutti gli e-commerce più famosi.

Ci sono ovviamente delle mete imperdibili a partire da Macy`s dove tutto ebbe inizio. Senza dimenticare naturalmente l’Apple Store che non sconta mai i suoi prodotti ad eccezione del Venerdì Nero! Gli unici consigli che vi si possono dare è idee chiare e tanta, tantissima grinta. Potreste dovervi trovare a camminare in lungo e in largo per accaparrarvi l’offerta migliore o potreste essere costretti a sgomitare per avere l’oggetto tanto desiderato. 

Non ci si può perdere quest’occasione, organizza il tuo Black Friday a New York ora!

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Ice swimming in Finlandia

Ice swimming in Finlandia

Ice swimming in Finlandia …. ovvero il nuoto nell’acqua ghiacciata, un’ idea folle o un’esperienza da provare?

Sì, l’espressione del turista comune potrebbe essere tra lo stupore e lo sconcerto. Qualcuno ha sicuramente pensato che i finlandesi siano matti da legare! Qualcuno vorrà provare solo per avere una storia “da brividi” da raccontare agli amici…la verità è che è davvero salutare e molto in voga sia tra gli anziani, combinata o meno con la sauna, sia tra i giovanissimi. E non pensiate che si tratti di un rito per diventare “uomini veri” ma di una vera scossa rigenerante in grado di farvi stare bene per l’intera giornata.

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Oggigiorno la Finlandia vanta innumerevoli ed eleganti postazioni per praticare l’ice swimming. Un esempio ne sono le varie spa, spesso combinate ad altre attività d’immersione: tutto per il gusto di provare un’ esperienza unica e irripetibile. Il limite è stato abbassato e il divertimento aumentato, grazie anche all’installazione di stupende luci subacquee.

Mentre l’ingresso in acqua richiede una piccola dose di coraggio per affrontare il morso gelido dell’acqua (fuori ci possono tranquillamente essere – 4°C ) …immaginarsi immersi in quei fori ghiacciati ad una temperatura di gran lunga inferiore potrebbe farvi desistere sulle prime ma, il piccolo shock iniziale (che fa per un momento addormentare le gambe) è ben presto dimenticato.

Una volta all’asciutto la circolazione del sangue vi riscalderà in men che non si dica.  La sensazione è impressionante e la spinta adrenalinica vi basterà per tutto il giorno. Molti in Lapponia iniziano la giornata così, per andare al lavoro con una marcia in più.

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Non c’è niente di più popolare in Finlandia, dove più di 120.000 persone nuotano nei mesi invernali regolarmente come da noi si fa nei mesi estivi! Proprio perchè così popolare sarà meglio effettuare una prenotazione nelle spa  con largo anticipo. I benefici per la vostra salute saranno innumerevoli, per esempio per migliorare la circolazione, rafforzare il sistema immunitario, migliorare la respirazione e abbassare la pressione sanguigna e lo stress e alleviare molti dolori. Non è strano in questi luoghi imbattersi in gente non più giovanissima immergersi con estrema naturalezza e vederli nuotare arzilli in queste pozze ghiacciate! 

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La prossima volta che andrete in Finlandia vi suggeriamo di farci un pensierino (nel periodo tra ottobre e marzo). Provatelo e magari scoprirete, contro tutte le aspettative, di aver trovato un’esperienza che vorrete ripetere al più presto.

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manoxmano ti racconta Milano

manoxmano associazione

Come ben sapete la recente apertura del Blog Maggia Travellers realizzato a cura di Maggia Parking Malpensa, comporta che navighi assiduamente nella rete alla ricerca di notizie interessanti, curiosità per i viaggiatori, informazioni per le famiglie al fine di “viaggiare bene” in ogni parte del mondo, anche nella propria città.

Milano è a due passi da noi e si sa, spesso, si finisce per non conoscere il nostro stesso territorio! Cercavo qualche idea per la stesura degli articoli e mi son detta: “Perchè non scrivere qualcosa anche su Milano? Con l’Expo, ormai ampiamente attivo fino al prossimo autunno, anche chi viene per l’esposizione universale coglierà l’occasione per visitare la nostra città, probabilmente anche le famiglie milanesi riscopriranno il gusto di conoscere il proprio territorio, bisognerebbe fare una piccola guida…!”

Nella mia testa stavano facendo capolino mille idee e altrettante domande sul da farsi, ma nel mentre mi sono imbattuta nel sito di manoxmano che fa già tutto ciò che stavo immaginando…mi sono soffermata sulle slide che scorrevano veloci:

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slide 2 manoxmano associazione

 

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Sono rimasta a bocca aperta perché sono i valori su cui si fonda il progetto del nostro Blog, scritto per i viaggiatori dai viaggiatori, con lo spirito della condivisione di terre lontane e luoghi affascinanti da conoscere, e con la consapevolezza che non viaggiamo per il gusto di aggiungere una tacca al nostro elenco-viaggi.

Spesso nei racconti di viaggio cerco di mettere in rilievo maggiori informazioni rivolgendomi alle famiglie, infatti come mamma penso spesso alle difficoltà che affrontiamo nell’organizzazione del viaggio ma anche della gita al parco nella città più vicina. Da qui il pensiero che il viaggio con i propri figli non sia da rifuggire come qualcosa di impossibile, stancante e faticoso.

“Portiamo i bambini alla scoperta di ciò che non sanno” e “Impariamo a godere dei luoghi ricchi di fascino e mistero” sono esattamente i principi e gli insegnamenti di un buon genitore: crescere i propri figli insegnando loro a conoscere il mondo che li circonda!

Per quanto riguarda l’ eco-sostenibilità …già lo sapete … è il nostro chiodo fisso (siamo immersi nel Parco del Ticino, abbiamo la pista ciclabile che ci sfiora, il parcheggio nasce da un progetto di riqualificazione ambientale e usiamo le navette ecologiche…più eco-sostenibile di così!). “Impariamo a muoverci in maniera eco-sostenibile” mi è sembrato il nostro slogan…

E invece si tratta di un bellissimo progetto intrapreso da un architetto, Paola Caneva, ora imprenditrice del web, che attraverso la rete e con il supporto di numerose app propone percorsi volti ad incentivare la mobilità eco-sostenibile e stimolano le famiglie a conoscere ed esplorare il territorio in cui vive, nel tempo libero, insieme ai propri figli. Un’iniziativa nata per coinvolgere tutta la famiglia a guardare la città con gli occhi dei bambini… Tratta temi che ci stanno molto a cuore e che incentiviamo anche attraverso questo Blog, per questo ho preso “carta e penna”, metaforicamente parlando, e ho iniziato questo articolo!

manoxmano raccoglie una serie di percorsi e luoghi della città che vengono riproposti alle famiglie suggerendo come passare il tempo libero insieme ai bambini agevolati dalla tecnologia. Attraverso le app interattive i più piccoli vengono coinvolti semplicemente raccontando loro leggende e curiosità che possano stimolare la fantasia durante i vari percorsi. Vengono fornite anche informazioni utili per raggiungere i luoghi d’interesse e relativi orari di apertura e costi, su come muoversi in città, scegliere i posti dove conviene mangiare e fare una buona merenda. Una voce narrante accompagna le famiglie come una sorta di audio-guida con la possibilità poi di poter essere riascoltata in qualsiasi altro momento come una fiaba sonora per rivivere le esperienze vissute e condividerle nuovamente.

manoxmano, è presente ovviamente anche sui maggiori social-networks e pubblica sulla sua pagina facebook tutte le informazioni sul mondo dei bambini, sugli eventi, sulle mostre, sui laboratori e sulle attività a disposizione per poter vivere la metropoli in maniera intelligente, approfittando il più delle volte del binomio attività-percorso per rendere la giornata ricca, piacevole e mai noiosa.

 

Per visitare Milano quindi si può approfittare degli oltre 50 percorsi presenti nel sito (assolutamente responsive) o, per alcuni tour, scaricare le 3 app realizzate godendo anche la narrazione audio:

Questa lodevole iniziativa bene si sposa con il fermento dell’intera città per l’esposizione universale, manoxmano (il nome stesso dell’associazione lo dice) si propone di guidare fra le vie di Milano non soltanto i cittadini  ma anche i molti stranieri che desiderano visitare il nostro territorio. (A questo proposito potete leggervi il nostro speciale sull’Expo dedicato proprio ai bambini Children Park – Expo 2015). Inoltre è possibile scaricare gratuitamente un piccolo e-book che vi guiderà nei più bei parchi milanesi con indicazioni relative a orari di accesso e altre info utili.

Per maggiori info: Paola Caneva mail to: info@manoxmano.it

Sito web http://manoxmano.it/milano/   

Pagina facebook https://www.facebook.com/?ref=tn_tnmn

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Popoli e culture in viaggio

Nei viaggi non sono mai stata indifferente a tutto ciò che è la vera ricchezza di un Paese: la storia del popolo che la abita. Il popolo e la cultura del Paese sono proprio ciò che vado cercando per capirne l’essenza, per capire come si sono generate culture sorprendenti e affascinanti nel loro modi di esprimersi.

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Photo credits by Greenland Travel

I viaggi ci avvicinano ad altri mondi e alla loro anima, essa risiede nascosta non tra i luoghi ma proprio nelle persone e se si guarda bene nei loro occhi spesso si ha la sensazione di farne parte. (M. P.)

E Claude Debussy diceva: “Sono esistiti, ed esistono tuttora, malgrado i disordini che la civiltà reca, piccoli deliziosi popoli che appresero la musica con la semplicità con cui si apprende a respirare. Il loro conservatorio è: il ritmo eterno del mare, il vento tra le foglie, e mille piccoli rumori percepiti con attenzione, senza mai ricorrere a trattati arbitrari. Le loro tradizioni vivono negli antichissimi canti associati alla danza, in cui ciascuno, durante i secoli, ha rievocato il suo rispettoso contributo.”

E ancora John Roger Searle: “Non capisci una tradizione, se non la vedi in relazione alle altre.”

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Photo credits by Matt Ming

Al ritorno ci ritroveremo a spaziare più tra le emozioni che tra il ricordo dei monumenti, dei luoghi, e delle storie collegate ad essi.

Non ho potuto fare a meno di creare su Pinterest una bacheca “Popoli e culture” raccogliendo le foto più belle in rete che meglio rappresentano ciò che intendo. Spero che andrete a visitarla nel frattempo ve ne dò un piccolo assaggio…

Segui la bacheca Popoli e culture nel mondo di Maggia Parking Malpensa su Pinterest.

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Children Park – Expo 2015

Dove andare, cosa vedere, eventi da non perdere, dove mangiare, dove trovare i baby-pit-stop, dove poter cambiare i piccoli ospiti.

Finalmente sta per aprire l’Esposizione Universale che porterà nel capoluogo lombardo visitatori da tutto il mondo nel nome del cibo.

Ci si prepara da tempo al grande evento inaugurale di Expo 2015, inaugurazione che si terrà venerdì primo maggio e darà il via ad una valanga di attività che per sei mesi, fino a fine ottobre, animerà il capoluogo con un palinsesto ricco di spettacoli, mostre, concerti, ed eventi culturali di ogni sorta. Tutto nel nome del cibo perché l’Expo ha come tema “Nutrire il pianeta”.

Voi come vi preparate all’evento? Andrete a visitarlo? Tutto è “quasi” pronto nonostante lo scetticismo dilagante. Sono già stati venduti 10 milioni di biglietti e sono attesi anche tanti “piccoli visitatori”.

Prestando particolare attenzione agli eventi che si terranno nell’area Expo, ci teniamo a segnalarVi il Children Park, curato da Sabina Cantarelli e sviluppato dal Team Reggio Children – Centro Internazionale per la difesa e la promozione dei diritti e delle potenzialità dei bambini. Il progetto prevede un percorso di esperienze, attività e situazioni stimolanti, ma si presenta anche come luogo di relax divertimento e sosta dagli altri padiglioni. Il concept, intitolato Ring around the planet, Ring around the future, rimanda alla metafora del girotondo come gesto che abbraccia il pianeta, sarà in sostanza un ampio spazio dedicato esclusivamente ai più piccoli e alle loro famiglie, dove non mancheranno spettacoli imperdibili ed eccezionali con i bambini protagonisti accolti in occasione dell’Expo quali ospiti speciali.

Per la fiera è stata presentata anche la Family Map di Expo Milano 2015 un supporto concreto che guida i genitori e bambini con indicazioni precise sui luoghi da visitare e le attività proposte all’interno dell’ Esposizione Universale che potrete consultare direttamente sul sito www.expo2015.org E’ distribuita gratuitamente all’interno di Expo e consigliamo di consultarla perchè varia di giorno in giorno poiché le iniziative a misura di bambino sono numerose e variano di mese in mese.

Mappa Expo Children Park

Conoscere, scoprire e divertirsi sono le uniche parole d’ordine. Oltre all’appuntamento fisso (ogni giorno, la mattina alle 11:30 e poi alle 16:00) della divertente parata con la mascotte Foody e gli immancabili amici frutti e ortaggi vi è un percorso con diverse Aree Tematiche (il Parco della Biodiversità, Padiglione Zero, Future Food District), Arts&Food (in mostra presso la Triennale di Milano fino al 1 novembre 2015) e l’interessante programmazione di workshop a cura dei Paesi Partecipanti, Cascina Triulza, Onu, Unione Europea, Save the Children, Padiglione Italia, Piazza della Biodiversità/Slowfood, dai Cluster e da Partner come Ethiad Alitalia, Intesa SanPaolo, CONAI, San Pellegrino, Enel eMSC che prevedono dei percorsi dedicati ai più piccoli nei loro spazi.

Inoltre uno degli sponsor Chicco Artsana offre alle famiglie in visita al Sito Espositivo, per esempio la possibilità di usufruire di passeggini di cortesia gratuiti e di punti di ristoro baby friendly.

Tutti i Padiglioni del Sito Espositivo di Expo 2015 sono organizzati anche per le scolaresche: sono attese tantissime scuole, infatti, pronte a esplorare le tematiche di cibo e natura del nostro Pianeta. Anche in questo caso è bene consultare il sito Internet dell’Expo che fornirà ogni genere di informazione sui Padiglioni e sugli eventi dedicati in modo da stabilire una sorta di percorso da seguire una volta in fiera.

Cosa troverete al Children Park? Orti, aree tematiche sul cioccolato, giostre nel padiglione Italia, laboratori di Slow Food…

Children Park in 20 punti:

  1. Biglietti: I bambini fino a 3 anni di età entrano gratuitamente e il biglietto va ritirato presso l’Expo Gate di Piazza Cairoli o alla biglietteria dell’Expo. I bambini tra i 4 e i 13 anni pagano cifra ridotta soltanto in abbinata ad un pacchetto famiglia o singolarmente con un biglietto per adulto precedentemente acquistato. In questo link tutte le possibili combinazioni di biglietto: http://www.expo2015.org/ compreso il pacchetto famiglia che prevede diverse combinazioni a seconda del numero dei componenti e dei giorni richiesti.

  2. La parata di Foody: Una parata a suon di musica che si terrà ogni giorno alle 11:30 e alle 16:00 con la mascotte e altri personaggi che rappresentano frutti e ortaggi di ogni genere.

  3. Children Park: Il cuore della visita al Sito Espositivo per le famiglie con bambini under 10. Realizzato in collaborazione con Reggio Children, ha al suo interno otto aree gioco. E’ un grande giardino articolato in otto tappe, ognuna delle quali propone un gioco e una riflessione sul tema «Ring around the planet, ring around the future». Si sfrutta il gioco del girotondo per parlare di temi legati alla nutrizione e alla tutela del Pianeta. Le 8 tappe sono declinate anche per bambini molto piccoli, a partire dai 3 anni (necessaria, sempre, la presenza del genitore o di un adulto che accompagna).02_Goccia-a-goccia

  4. Laboratori del Children Park: All’interno del Children Park, ci sono tre grossi laboratori dedicati al tema dell’acqua, del risparmio energetico e della raccolta differenziata. Sono laboratori esperienziali, gestiti da educatori specializzati, adatti ai bambini di età scolare.

  5. Padiglione Zero: Subito all’ingresso Ovest, c’è questo padiglione introduttivo sul tema di Expo molto adatto ai bambini. Qui sono stati riprodotti, su scala uno a uno e dunque molto realistici, gli animali di molti dei Paesi partecipanti a Expo: è come uno zoo ‘virtuale’ in cui i bambini possono osservare e conoscere le caratteristiche della fauna dei diversi continenti. Adatto anche a bambini piccoli.

  6. Orto per bambini: Realizzato dalla Fiera di Bologna, sempre all’interno del Children Park. Qui, anche per i piccoli dai 4 anni, «avventure nell’orto» con la possibilità di seminare e piantare con piccole zappe.

  7. Future food district: Questo piacerà soprattutto ai bambini dell’asilo: è stato creato un supermercato ‘futuristico’ in cui i mini-clienti (dai 3 anni in su) possono scegliere che cosa comprare per la loro spesa cliccando su touchscreen i prodotti che desiderano. Un robottino interagisce con i bambini e spiega loro l’importanza di un’alimentazione equilibrata. Si trova nei pressi dell’Ingresso Sud.

  8. Padiglione Italia: E’ il nostro padiglione, quello da non perdere. Con i bambini si può ammirare l’Albero della Vita che è stato posto davanti e che s’illuminerà in modo scenografico. Si trova all’incrocio tra il Cardo e il Decumano, vicino al Lake Arena (altro punto piacevole per una sosta con i bambini).

  9. Giostre e juke-box: Giochi e musica nel Padiglione Italia: per i più piccoli è stata realizzata la giostra “Nutrire il pianeta” (si sale su ortaggi e frutta) e il juke-box dei desideri, in cui i bambini potranno lasciare per iscritto o con un disegno un loro pensiero sul tema del cibo.

  10.  Slow Food for kids: Slow Food organizza attività didattiche per spiegare ai bambini di età scolare il tema della biodiversità: si tratta di visite guidate gratuite nella piazza della biodiversità, nei pressi dell’Ingresso Est (info: www.slowfood.com/expo2015 non ancora stati definiti gli orari).

  11. Parchi giochi nei padiglioni stranieri: Quasi tutti i Paesi partecipanti presentano all’interno dei loro padiglioni anche delle attività didattiche per i più piccoli. Non tutti hanno ancora reso noto il programma dettagliato ma possiamo segnalarne alcuni piuttosto originali: nel Padiglione Svizzera ci sarà un “kids corner” con caccia al tesoro per bambini mentre nel Padiglione Austria il celebre Musei dei Bambini di Vienna ha portato ad Expo installazioni e bolle gonfiabili per giocare con l’aria. Un vero luna park nel grandissimo Padiglione Qatar con una “creative play area kids” , con giochi tradizionali e digitali di ultima generazione.

  12. Cluster del cacao e cioccolato: Che cosa sono i cluster? Sono aree in cui Paesi diversi sono accomunati perché sensibili a uno stesso tema. Da non perdere con i bambini il cluster del cacao e cioccolato (sulla sinistra, lungo il Decumano, dopo l’ingresso dalla porta Ovest): qui ci sarà la golosa «Fabbrica del cioccolato» per assaggiare golosità di ogni genere e spiegare ai bambini come si crea il cioccolato. C’è anche un choco-lab: sculture e manipolazioni di cioccolato per i più piccoli.

  13. Avventure nel deserto: Spostandosi nella zona del Lake Arena ci sono alcuni cluster adatti a bambini più grandi. Qui ci sono infatti i cluster delle zone aride con la ricreazione di veri e propri paesaggi desertici. Una piroga del Mali, le tende dei beduini, i pozzi cui attingere l’acqua e persino cammelli della Mauritania su cui salire.

  14. Avventure nel mare: Accanto al cluster delle zone aride, un piccolo cluster dedicato alle isole. Qui i bambini possono imparare attraverso simulazioni ad apprendere la tecnica di pesca che fanno i Maldiviani nelle loro isole, per proteggere i coralli e pescare solo il pesce necessario.

  15. ONU e Save the children: Cominciamo dall’ONU, che ha inserito nell’area di Expo una serie di installazioni sparse su tutto il sito espositivo (da segnalare quella nel Padiglione Zero dedicata alle scoperte di Leonardo). La Ue nel suo Padiglione proietta «La storia di Alex e Sylvia», un progetto per stimolare i bambini a riflettere sull’unità europea e sull’accoglienza. Da segnalare, per la grandezza e l’impatto, il progetto di Save the children: la ong ha il suo Padiglione a sinistra del Decumano, subito dopo l’ingresso di Expo Centre, e conferma la sua vocazione umanitaria presentando ai bambini un villaggio dove incontrano virtualmente coetanei meno fortunati di loro, per sensibilizzare tutti sul tema della salute.

  16. Centro sportivo di Kinder: Davanti al cluster delle spezie, a metà del Decumano e sulla destra rispetto all’ingresso, c’è un grande centro sportivo attrezzato da Kinder per far praticare ai ragazzi diversi sport e sensibilizzare i genitori sull’importanza del movimento per combattere l’obesità infantile.

  17. Fuori Expo: Triennale e MuBa. Due gli spazi da visitare per completare virtualmente il percorso di Expo con i bambini: alla Triennale di Milano la mostra «Arts&Food», curata da Germano Celant, ha un percorso “vietato agli adulti” (i soffitti bassi ne impediscono l’ingresso a noi genitori!) che spiega la relazione tra arte e cibo attraverso giocattoli antichi e moderni, fumetti, animazioni, costumi e travestimenti (www.triennale.org: il biglietto di Expo è valido anche per l’ingresso in mostra). Al MuBa, il Museo del Bambino della Rotonda di via Besana laboratori, spettacoli e mostre a turnazione secondo il progetto Childrenshare, lanciato da Expo nei mesi scorsi per selezionare venti progetti a misura di bambino da realizzare nel museo milanese. I laboratori sono il lunedì dalle 9.30 alle 15.30, dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 18.30, il sabato e la domenica dalle 10 alle 19, necessario iscriversi www.muba.it.
  18. Agorà Nel cortile del Castello Sforzesco, per tutti i fine settimana del semestre di Expo, laboratori per bambini dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.30 (consultare il programma dettagliato qui http://www.expo2015.org/it/eventi/agora)
  19. App e Art Stories: E’ il nome di due app dedicate ai due monumenti-simbolo di Milano: il Duomo e il Castello. Grazie a uno storytelling interattivo e coinvolgente anche per i più piccoli, la app racconta la storia dei due edifici e tutte le curiosità: può essere usata con il tablet dagli stessi bambini (età consigliata: 5-10 anni) davanti ai monumenti. Giochi, animazioni e una voce narrante raccontano i segreti del Duomo e dello Sforzesco (www.artstories.it, disponibile in italiano e in inglese).

  20. Cascina Triulza: Lasciandosi alle spalle l’ingresso di Expo, si trova anche la Cascina Triulza ampio spazio coperto dove è stata predisposta un’area pic-nic per chi voglia mangiare panini portati da casa (numerosi invece i ristoranti nel sito). Accanto alla Cascina, dove c’è anche un parco giochi per bambini, una baby-area riservata ai neonati: qui si trova una zona relax per i più piccoli e la possibilità di noleggiare i passeggini. In tutte le aree di servizio Expo sono previste toilette dotate di fasciatoio.

Infine Il Children Park ospita anche una delle 18 installazioni dell’Itinerario ONU, offrendo così anche la visione di un mondo in cui nessuno, dal più piccolo al più grande, soffra la fame.
In collaborazione con UNICEF Italia, questo Spazio ONU sarà decorato da Lorenzo Terranera che ha illustrato la Sfida Fame Zero in un linguaggio comprensibile anche ai più piccoli. Sarà inoltre proiettato il cartone animato Leonardo realizzato dall’UNESCO in collaborazione con il Gruppo Alcuni e la RAI. L’ONU è presente con 18 installazioni multimediali caratterizzate da un grande cucchiaio blu. Questi Spazi ONU si trovano in varie aree di Expo e danno vita all’itinerario dedicato al tema “Sfida Fame Zero. Uniti per un mondo sostenibile”.

Buon Expo 2015 !

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Libri in valigia

Libri da mettere in valigiaQualunque viaggio stiamo per affrontare, è una delle prime cose a cui si pensa perché, lo sappiamo tutti, un buon libro è un compagno di viaggio perfetto… fa sognare, non è invadente, sta con voi solo quando lo scegliete e vi ispira a provare e vivere nuove avventure.

Gli scrittori più quotati in viaggio sono Pirandello con “Sei personaggi in cerca di autore”, “Il fu Mattia Pascal”; immancabile è “Uno, nessuno, centomila”, tra i più gettonati, a guardare le richieste più frequenti che arrivano all’archivio di Skuola.net che offre ai suoi lettori approfondimenti e schede sintetiche. Segue Italo Svevo con la sua “Coscienza di Zeno”. Non sfuggono capolavori stranieri come “Gente di Dublino” e “Il ritratto di Dorian Gray” e neppure “La Storia” di Elsa Morante e il contemporaneo “Io non ho paura” di Ammaniti. In lista anche “Oliver Twist” e “Lo strano caso del dottor Jekyll e di mister Hyde”.

Se nel vostro zaino o valigia non manca mai lo spazio per qualche lettura, apprezzerete sicuramente i nostri consigli sugli imperdibili titoli della letteratura da viaggio. Non i soliti titoli, eccone un assaggio…

 

after the sun di angela grillo letture suggerite maggia parking malpensa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Leggi la recensione del romanzo qui : After the sun di Angela Grillo

Paolo Brovelli

Malinverno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Leggi la recensione del romanzo qui: Sulle ali di un Ape

 

Leggi la recensione del romanzo qui : Malinverno

Viaggiare e non partire

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Leggi la recensione  Viaggiare e non partire                                                                  Leggi la recensione Lettera al padre di Franz Kafka

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Il passeggero ideale

passeggero ideale post maggia parking malpensa

Ci sono temi a cui non ci si può sottrarre in tema di viaggio e uno di questi imprescindibile è: il passeggero ideale secondo il personale a bordo delle compagnie aeree tradizionali e lowcost.

Il motore di ricerca di voli aerei Skyscanner ha condotto un sondaggio a riguardo su un discreto numero di compagnie aeree di oltre 85 paesi di tutti il mondo.

Secondo i risultati ottenuti, il passeggero ideale è un uomo che viaggia solo sui 30 anni circa in viaggio più per piacere che per lavoro indistintamente tra la prima e seconda classe.

Perché, onestamente, chi di noi in aereo non si e’ mai lamentato per qualche problema di “vicinato”? Se poi, in aggiunta, lo spazio da condividere è molto piccolo e con persone a noi sconosciute, ogni “sassolino” diventa un macigno insormontabile, non sempre si è in grado di tollerare situazioni su problemi pressoché inesistenti oppure ancora più di frequente si assumono atteggiamenti inopportuni sottovalutando la sensibilità altrui creando incomprensioni che sarebbe sufficiente ridimensionare. Colpa nostra, magari, o colpa di chi non sa vivere in mezzo agli altri, facendo un po’ come gli pare, senza rispettare chi gli sta vicino.

Skyscanner ha voluto stilare la classifica delle lamentele dei passeggeri in volo e se ve la siete persa noi vogliamo condividerla con voi: un sondaggio simpatico ma anche utile …chissà che non vi riconosciate in qualche leggerezza e rendiate, in futuro, il viaggio dei vostri vicini più piacevole.

Viaggiare consapevole è anche questo: conoscere i nostri limiti e i difetti altrui senza per questo rovinarci il viaggio!

Lo so che state pensando che un conto e’ un viaggio breve, ma se si pensa ad un volo internazionale, (piu’ di otto ore) un po’ si può sopportare, ma dopo un po’ pazienza tolleranza si esauriscono…

Da questo sondaggio si possono anche indovinare quelli che sono i passeggeri meno apprezzati e le abitudini meno gradite.

Tra queste spicca lo schioccare le dita a bordo per richiamare l’attenzione del personale, gesto ritenuto maleducato e poco rispettoso.

A seguire troviamo la fastidiosa abitudine di staccare le cinture di sicurezza prima che l’apposito segnale venga spento e la conseguente corsa al bagaglio dello scomparto;

A concludere con gli interminabili minuti in cui i passeggeri si ammassano nella corsia centrale, pronti a uscire appena possibile.

passeggero ideale 2 post maggia parking malpensaIn vetta alla classifica nelle prime posizioni il voler collocare anche troppe cose nello scompartimento dedicato ai bagagli a mano, da molti ritenuto esagerato, soprattutto quando l’alternativa consiste nel pagare appena 15-20 € per deporre le proprie cose nella stiva.

Nulla dastupirsi poi che in quarta posizione tra le abitudini meno apprezzate, ci sia quella di lamentarsi del fatto che non c’è spazio per la propria borsa.

A seguire troviamo l’irrispettosa abitudine di parlare durante le spiegazioni delle procedure di sicurezza, anche se va detto che alla cinquantesima volta in cui occorre ascoltare tali raccomandazioni, la cosa può risultare noiosa. Stare comunque zitti, metterebbe tutti d’accordo.

In sesta posizione la richiesta di un gran numero di coperte e cuscini.

Seguita dal riempire i sedili d’immondizia, visto soprattutto che il personale di bordo passa con un certa frequenza a raccogliere e che sono presenti appositi spazi di fronte a se dove sistemarli.

In ottava posizione: il richiedere un pasto differente tra quelli a disposizione nel menù, seguita dal suonare il campanello per lamentarsi della temperatura.

A chiudere la top ten c’è la richiesta di una specifica marca di bibite, con il naturale disagio degli addetti.

Risultati del sondaggio

Le abitudini più fastidiose dei passeggeri a bordo

1. Schioccare le dita per ottenere attenzione 26%
2.  Lasciare il posto prima che la luce si spenga 13%
3. Impaccare troppe valigie nello scomparto sopra il sedile  11%
4. Lamentarsi sul fatto che non c’è spazio per la borsa 10%
5. Parlare durante la dimostrazione di sicurezza 9%
6. Chiedere più coperte e cuscini 8%
7. Riempire i sedili di immondizia 7%
8. Chiedere un pasto diverso 6%
9. Suonare il campanello per lamentarsi della temperatura 6%
10. Chiedere una specifica marca di drink 4%

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Animali in viaggio

Amici a quattro zampe e padroni possono, con pochi ma fondamentali accorgimenti, affrontare insieme in tranquillità e sicurezza l’esperienza del viaggio. Chi l’ha detto che è impossibile? Regole precise unite a una buona educazione dell’animale evitano così la separazione.

Vaccinazioni, Chip elettronici e documenti sanitari

Variano da paese a paese e sui siti istituzionali come il Ministero della salute si possono trovare, oltre alle indicazioni di base, anche gli eventuali moduli da scaricare, compilare e presentare al check-in.

Dal 2003 l’Unione europea ha abolito la quarantena degli animali in arrivo dai paesi a basso rischio di contagio rabbia. I requisiti minimi consistono nella vaccinazione antirabbica, nel microchip identificativo e nel certificato sanitario ufficiale redatto anche in lingua inglese. La Gran Bretagna si è solo di recente allineata a queste direttive, ma richiede ai proprietari un’ulteriore documentazione, comprendente il trattamento antiparassitario e uno specifico test sugli anticorpi neutralizzanti il virus della rabbia, controllo anticorpale superiore a 0,5 U.l./ml, eseguito almeno sei mesi prima della data di ingresso nel Regno Unito.

I singoli regolamenti statali sono complementari alle norme di trasporto dell’International Air Transport Association . Dal sito del ministero della salute è possibile accedere alle informazioni riguardanti un gran numero di nazioni a cominciare da una delle mete più richieste gli Stati Uniti.

L’Australia per motivi sanitari e di salvaguardia del patrimonio faunistico e floreale adotta ancora una rigida quarantena per i cani in entrata muniti di documenti . Analoghe misure sono in vigore anche nei paesi scandinavi, ma solo per i cani provenienti dai paesi extra-europei. Per verificare invece la presenza di particolari patologie in aree specifiche si consiglia di contattare l’ufficio consolare di riferimento. Soprattutto, è bene ricordare che per tutta la durata del viaggio il proprietario si assume la piena responsabilità del cane.

Cani in viaggio

IN AUTO

L’art. 189 del codice della strada prevede il libero trasporto in macchina di un solo cane. Qualora si presentasse l’occasione di trasportare più di un esemplare, ci si servirà del vano posteriore, chiuso da una rete. Un discorso a parte riguarda il trasporto in taxi, lasciato alla discrezione del conducente. In città come New York, Parigi e Londra, per ovviare al problema sono stati creati servizi appositi per il trasporto dei cani e di altri animali domestici.

IN AEREO

Rimanendo valide le indicazioni riguardanti la documentazione sanitaria e il limite di un solo animale per passeggero, chi volesse muoversi con un cane di piccola taglia, destinato alla cabina in appositi portantini (tra le numerose ditte produttrici una delle più innovative è l’italiana United Pets) sia con uno di grossa taglia sistemato in apposite gabbie nella stiva, deve preventivamente informarsi presso il vettore e prenotare telefonicamente il biglietto per il cane, tenendo conto che numerosi fattori possono influire sull’ ammontare del prezzo.

Per motivi di overbooking o di sicurezza, l’equipaggio potrebbe decidere di destinare anche i cani piccoli alla stiva riscaldata e pressurizzata.

Prima dell’acquisto del biglietto è sempre bene informarsi presso la compagnia aerea di riferimento. La maggior parte delle compagnie lowcost accetta solo i cani guida.

Ci sono eccezioni come nel caso dell’irlandese Ryanair, che non prevede la possibilità di animali a bordo fatta eccezione per i cani guida ma con una provata documentazione.

Qualunque sia la scelta, soprattutto per lunghe tratte con cambi d’aereo e con cani anziani o affetti da patologie croniche, il consulto con il veterinario diventa imprescindibile per la sicurezza e la salute dell’animale.

Clicca sulla compagnia aerea con cui viaggi e controlla i rispettivi regolamenti, consulta il portale della compagnia aerea di riferimento e contatta i loro operatori

AEGEAN AIRLINES

AIR FRANCE

AIR ONE

ALITALIA

BRITISH AIRWAYS

KLM AIRLINES

LUFTHANSA

SWISS AIRLINES

TAP

Ovviamente buon viaggio!

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The Skydeck Ledge in Chicago

Impossibile non avere paura ma ne vale davvero la pena…non pensate?

Volete un viaggio davvero unico e irripetibile a Chicago? Allora non può mancare nella vostra pianificazione del viaggio l’emozione dei balconi con pavimento in vetro: The Ledge, 103 piani sopra Chicago, ovvero 1.353 piedi in aria!Chicago on the Ledge _ Willis Tower

Regalati un’esperienza senza eguali, con vedute a 360 gradi di quattro stati dalla cima della celebre Willis Tower (ex Sears Tower), l’edificio più alto dell’emisfero occidentale. Inoltre mostre interattive, possibilità di scattare fotografie e una presentazione di 9 minuti su Chicago e la Willis Tower, per rendere indimenticabile la tua visita a Chicago!

Impossibile non avere paura ma ne vale davvero la pena…non pensate?

Qualche informazione utile

  • Nominato una delle 7 meraviglie di Chicago dai lettori del Chicago Tribune.
  • Balconi con pavimento in vetro The Ledge
  • Vedute a 360 gradi fino a 50 miglia (Michigan, Indiana, Illinois e Wisconsin)
  • Gli ascensori ad alta velocità ti fanno salire di 488 metri al minuto.
  • Mostre di alto livello e attività interattive con touch screen
  • Programma la tua visita prima del tramonto, per ammirare le vedute di giorno, al crespuscolo e di sera.
  • Visita sunrisesunset.com per informazioni sull’orario in cui è previsto il tramonto.
  • Richiedi un messaggio di benvenuto gratuito sul muro del benvenuto elettronico. Visita www.theskydeck.com per inviare la richiesta.
  • A chi cerca una “ultra esperienza”, si consiglia di stare seduti, sdraiati a faccia in giù o di fare la verticale su The Ledge.

La Skydeck è aperto 365 giorni all’anno

Da aprile a settembre dalle 09:00-22:00 | ottobre a marzo dalle 10:00-08:00 | Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura.

Ingresso adulti $ 19,50

Ingresso bambini dai 3 a 11 anni $ 12,50

I bambini sotto i 3 anni non pagano!

Comunque il consiglio che diamo sempre è verificare i costi per prenotazioni e pagamenti online e soprattutto se vi siano pacchetti cumulativi delle migliori attrazioni di Chicago.

Come arrivare:

Treni CTA: Prendere la linea arancione, rosa, marrone o viola fino alla fermata di Quincy. Camminare per un isolato in direzione ovest lungo Quincy Street. L’ingresso dello Skydeck si trova su Jackson Boulevard.

Autobus CTA: Tutti gli autobus in direzione ovest lungo la Adams Street passano per la Willis Tower. Fermata Adams and South Wacker.

Buon viaggio!

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Book Forest a Berlino

Book Forest a Berlino non è una fiera del libro ma un progetto che trasforma alcuni tronchi d’albero, caduti per morte naturale, in vere e proprie librerie accessibili a tutti gratuitamente per incentivare la condivisione di libri.

Facendo il verso alla poesia di Gianni Rodari si può proprio dire: “…per fare il libro ci vuole l’albero, per fare l’albero ci vuole un seme”… Sì il seme della generosità!

Si sa che nell’ultimo decennio le persone hanno preso consapevolezza dell’importanza della tutela dell’ambiente, si sono diffuse in modo esponenziale le ideologie del riciclo, della condivisione per il bene comune, tutto ciò che è solidale piace, tutto ciò che è ecologico e a basso impatto ambientale viene accolto dalla maggior parte delle persone con entusiasmo.

Siamo sempre alla ricerca di storie, notizie e curiosità per chi viaggia e mi sono imbattuta in questa bellissima iniziativa del quartiere di Prenzlauer Berg, a Berlino.

BookForest Berlino_post Maggia Parking Malpensa (1)

Lì è possibile imbattersi in alberi molto particolari, alberi davvero unici nel loro genere, in realtà si tratta di tronchi d’albero caduti per morte naturale che al loro interno “custodiscono” centinaia di libri! Il progetto Book Forest è stato ideato nel 2008 dall’associazione imprenditoriale femminile BauFachFrau che voluto far convivere in questo modo ecologia e cultura, qui c’è una sola declinazione della condivisione e si chiama book-crossing, lo swapping dei libri, il “commercio” ai tempi dell’ecologia e della crisi economica, il baratto di chi ama davvero la cultura e il proprio pianeta!

La libreria è stata prodotta con alberi caduti per morte naturale e scavati all’interno per poter contenere i libri. È frequentata ogni giorno da centinaia di persone, che prendono e lasciano volumi sia in lingua tedesca che inglese. I ripiani sono protetti dalle intemperie da tendine di plastica che tengono all’ asciutto i volumi.

Inoltre, l’idea abbraccia la stessa filosofia del Book Crossing Club, che realizza librerie gratuite in tutto il mondo con lo scopo di rendere la lettura sempre più accessibile, infatti i libri si possono prendere e leggere gratuitamente.

Il BookCrossing è l’atto di donare un’identità unica a un libro, poiché il libro viene passato da lettore a lettore e può essere controllato, quindi può connettere i lettori…

Questo si legge dal sito ufficiale del Book Crossing; secondo il sito, attualmente ci sono quasi un milione e mezzo di book-crosser nel mondo e quasi 11 milioni di libri che viaggiano in 132 Paesi, tra cui anche l’Italia.

BookForest Berlino_post Maggia Parking Malpensa (3)

Il nostro Paese, purtroppo, non rientra tra le prime dieci nazioni in cui lo scambio di libri è più diffuso. In testa alla classifica ci sono nell’ordine: Stati Uniti, Germania e Regno Unito, Paesi Bassi, Finlandia e Canada.

L’Italia, d’altra parte, non brilla nemmeno per quantità di lettori, che anzi diminuiscono sempre più secondo i dati Istat infatti in Italia nell’anno appena passato quasi un milione di persone ha smesso di leggere.

Eppure l’idea è vincente in altri Paesi: libri etichettati, condivisi e seguiti. È questo il principio del BookCrossing, la forma più intellettuale assunta dalla nuova sharing-economy, “l’economia della condivisione” che sta prendendo sempre più piede.

In poche parole, chi vuole condividere un libro procede a schedarlo nel database centrale e poi lo abbandona in un luogo prestabilito.

Chi vuole leggere il libro lo prende e quando ha finito lo rimette in circolo, magari in un altro posto, dove altri lettori potranno usufruirne e così via.

I libri sono tracciabili, per cui chi volesse potrebbe seguire il percorso che il libro abbandonato fa nel tempo, accompagnando i lettori che lo hanno scelto.

Condividi il nostro articolo per far sì che la foresta di libri non sia solo un’iniziativa berlinese ma si estenda e arrivi anche da noi! Se invece sei a conoscenza di iniziative di questo genere non esitare a scriverlo in un commento!

Fate viaggiare anche i libri, il viaggio fa bene a tutti!

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Safari: consigli per l’uso!

Consigli per l’uso se non volete sorprese!

Non immaginerete mai che cosa è capitato a questa famiglia durante la loro visita in un Parco Safari in Sud Africa.

In questo video potrete rivivere gli attimi di terrore che hanno caratterizzato una tranquilla gita ad un safari.

A pochi centimetri di distanza, una ragazza un po’ troppo distratta ha fatto sì che un vero e proprio incubo si avverasse …

La famiglia durante il percorso si ferma in auto a osservare un gruppo di leoni come spesso avviene nei safari …

Peccato che vengano subito avvicinati da una leonessa che riesce inspiegabilmente ad aprire la portiera della macchina con le fauci.

(video di Joshua Sutherland / YouTube)

Il momento da incubo è stato ripreso proprio dalla ragazza che stava riprendendo un branco di felini assopiti dal caldo.

La sorpresa e lo stupore di vederli così da vicino l’ha decisamente distratta dal prendere tutte le precauzioni consigliate.

Il tutto si è trasformato in un ricordo forte e indelebile ma anche, a mio parere, in una bella lezione di vita !

Date un’occhiata e fatene tesoro: rispettate la natura e chiudete bene le portiere dell’auto!

Di seguito alcuni piccoli consigli che possono farvi comodo per il vostro prossimo Safari:

  • Non dare da mangiare agli animali (regola sempre valida);
  • Non avventurarsi a piedi, senza gli appositi mezzi e il supporto delle guide;
  • Non uscire dai percorsi tracciati se si guida la propria auto;
  • Non lasciare le portiere aperte!
  • Non fare troppo rumore per non disturbare gli animali, ricordiamoci che siamo in casa loro!
  • I Big Five: il leopardo si aggira prevalentemente nelle ore notturne. Per vedere gli elefanti occorrerà avvicinarsi ai corsi d’acqua durante le giornate più calde, mentre nel tardo pomeriggio è più facile incontrare i rinoceronti. All’alba e al tramonto per leoni e iene. Ma non cercate di avvistare solo i Big Five della savana: anche impala, zebre, ippopotami e giraffe hanno un grande fascino.

Su Lonely Planet , il canale di viaggi per eccellenza, un articolo che vi potrebbe interessare: “Safari in Sudafrica: 8 consigli per la prima volta”

Pronti a partire?!

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Il Mondo Insieme di Licia Colò

Licia Colò - Il mondo insieme

Programmazione 2015/2016

[Al momento il programma sta andando in onda la domenica alle 15:10]

Licia Colò accompagna i telespettatori da una parte all’ altra del globo alla scoperta di angoli remoti del pianeta, senza trascurare le bellezze del nostro Paese. Nella seconda edizione il programma di arricchisce di un’importante novità: un talent per documentaristi. Spazio di 30 minuti dedicato alla ricerca di giovani registi interessati a raccontare il mondo con un linguaggio innovativo. La sfida è su creatività e tecnica. Tre tutor per i giovani filmaker: Licia Colò e i documentaristi Sofia Rinaldo e Alessandro Antonino. A giudicare i video dei ragazzi è il pubblico e un ospite “speciale”, diverso ogni puntata. La conduzione di questo spazio è affidata al giornalista Giuseppe Pinetti.

Amici miei, siete in molti a chiederci chiarimenti sulla messa in onda nel corso del weekend. Per essere precisi, andremo in onda sia sabato che domenica. La differenza sarà che di norma la diretta sarà la domenica, e il sabato ricominceremo proponendovi la nuova edizione dall’inizio. Se ci saranno invece dei momenti speciali, con dirette legate a Papa Francesco, la diretta sarà anticipata al sabato, mentre la domenica vi proporremo una sintesi degli incontri precedenti.
Alle 18,30 invece, appuntamento FISSO, con “Prima di cena”
Buon tutto, e buon inizio settimana. Un sorriso Licia

Programmazione 2014/2015

[Al momento il programma sta andando in onda al martedì sera alle 21:15 ]

Molti stanno scoprendo solo ora, in estate il programma di Licia Colò. Noi ne avevamo già parlato ma per rinfrescarvi la memoria ecco il nostro post che vi anticipava l’inizio di questa meravigliosa avventura.

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“Il mondo insieme” è la nuova avventura televisiva di Licia Colò, dopo l’addio alla Rai alla conduzione della storica trasmissione “Alle falde del Kilimangiaro” . Il direttore di Rai Tre ha espresso, con la scissione del contratto durato ben 16 anni, il desiderio di rinnovare radicalmente il programma e con grande dispiacere dei telespettatori Licia ha dovuto lasciare la conduzione del programma forse senza troppi rimpianti dal momento che in conferenza stampa ha detto:

“Non mi interessa com’è diventato quel programma. Per me è un capitolo chiuso. Non sono mai stata attaccata alla poltrona e a piangere il mio vecchio programma. I 5 minuti che ho visto di Kilimangiaro mi hanno reso ancora più felice della mia scelta”

Con questo nuovo programma invece, Licia Colò oltre alle sue grandi doti di presentatrice  mostra una grandissima forza d’animo nel rialzarsi e buttarsi in questa nuova ed entusiasmante  avventura televisiva da una piccola emittente televisiva, TV 2000 (sul canale 28 del digitale terrestre), con la realizzazione del programma: Il Mondo Insieme. Programma in cui accompagnerà i telespettatori alla scoperta dei luoghi più remoti del mondo, delle loro tradizioni e delle loro culture, dedicando molto spazio, però, anche alle bellezze artistiche e ai paesaggi del Belpaese.

Nel corso di ogni puntata, oltre ai vari filmati, Licia Colò accoglierà in studio una serie di ospiti, viaggiatori, biologi, antropologi, artisti e persone comuni, che condivideranno la loro esperienza, raccontando la parte di mondo che hanno scoperto.

L’obiettivo del programma è quello di diventare un luogo d’incontro e di scoperta, far conoscere il mondo sotto tanti punti di vista, il tutto tra ottimi documentari di viaggi, ospiti ed esperienze indimenticabili vissute in prima persona. I telespettatori, durante la trasmissione, potranno interagire con il programma e con gli ospiti attraverso i social network, postando domande ma anche inviando foto e video riguardanti i luoghi dove vivono o che hanno visitato.

La prima puntata è andata in onda domenica 7 dicembre e per ora sappiamo con certezza che si occuperà di ambienteviaggi e natura. Non sono mancati filmati mozzafiato a cui lei ci ha abituato in tutti questi anni e i telespettatori potranno, come mai prima d’ora, interagire nel corso della puntata attraverso l’invio di loro foto e video.

Che altro aggiungere? Noi di Maggia Travellers vi consigliamo “Il Mondo Insieme”, per tutti gli amanti dei viaggi intorno al mondo. Per chi avesse perso la prima puntata e volesse vedere l’ottimo lavoro che ne è conseguito ve la riproponiamo qua sotto!

In bocca al lupo Licia!!!

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Travel Gadget: il rasoio USB!

Viaggiare è meraviglioso ma molto spesso i viaggiatori sono messi a dura prova su quanto mettere in valigia, e quando possono dare un occhio alla tecnologia e alla praticità sono portati a travel-gadget tipo quello che ho scovato per voi lo ShaveTech USB Travel Razor.

Si sa, i viaggiatori che hanno poco tempo, poco spazio, e poca voglia di spendere per qualcosa al di fuori del viaggio stesso.

I viaggiatori che amano viaggiare leggeri, se possibile, portano addirittura un solo bagaglio a mano, ma anche l’uomo che viaggia per il puro piacere di viaggiare può avere voglia di essere comunque sempre in ordine.

Per non parlare di quelli che noi definiamo viaggiatori-business : hanno la necessità di essere sempre pronti a una riunione veloce, una cena d’affari…basta inserire la presa nel computer per avere il barbiere a portata di mano!

Lo ShaveTech USB Travel Razor infatti si ricarica tramite USB, permettendo una veloce aggiustatina anche in viaggio. Ha la maggior parte delle funzionalità di un rasoio elettrico di dimensioni standard ma grande quanto uno smartphone!!! 

Così, insomma, basta inserire la sua presa USB a scomparsa nel trasformatore di tablet e smartphone, al computer o in aereo per avere sempre il barbiere a portata di mano. A meno che tu non sia un hipster, ovviamente.

Non si tratta dell’unico rasoio portatile e ricaricabile come USB ma certamente è il più tecnologico, pratico, maneggevole, e uno dei più noti. 

Chi lo ha provato ha effettuato un’iniziale ricarica di 12 ore (solo per la prima) mentre per le successive ne richiede solamente 4. La durata della batteria è di circa 30 min. 

Dopo 5 o 6 rasature al massimo, di circa 5 min. l’una, occorre ricaricarlo assolutamente per non rischiare di lasciarvi la rasatura a metà che può essere originale ma noi lo sconsigliamo, specialmente per gli uomini d’affari o se avete un colloquio di lavoro all’estero!!!

Dove lo puoi trovare?

Online, sul sito Stacksocial

Quanto costa?

18,99 dollari

Disponibile in bianco o nero

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After the sun di Angela Grillo

After the sun_ Angela GrilloVi proponiamo questa lettura durante il volo di andata o ritorno da un viaggio per diversi motivi: primo fra tutti perché qualsiasi romanzo leggiate è esso stesso un viaggio, alla scoperta di sentimenti nuovi e inaspettati, e in secondo luogo perché la protagonista è di Milano!  

Titolo: After the sun

Autore: Angela Grillo

Editore: Autopubblicato – Ilmiolibro.it, pag. 252

Trama

Stella è una ragazza ventitreenne di Milano, molto solare e piena di vita, nonostante un passato difficile alle spalle. Da cameriera in un piccolo bar karaoke della sua città, gestito insieme alla zia Lizzy, Stella vede la sua vita cambiare completamente e in modo del tutto inaspettato: un talent scout la sente cantare e, impressionato dal suo grande talento, la convince a intraprendere il cammino per diventare una vera popstar. Ad accompagnare la nuova avventura discografica di Stella troviamo anche i dubbi amorosi, le emozioni contrastanti e le decisioni difficili che caratterizzano la vita di tutti i ventenni.

Recensione a cura di Erica Molinari 

Un romanzo giovane, fresco e scorrevole. È ciò che traspare fin dalle prime pagine di After the Sun, che cattura il lettore e non lo molla più, fino all’epilogo. L’argomento del romanzo e lo stile frizzante strizzano l’occhio ad un pubblico teen di giovani sognatori sempre più affascinati dal mondo dello spettacolo, ma non deludono affatto i lettori più maturi, che possono apprezzare maggiormente lo spazio riservato ai sentimenti. E sono proprio i sentimenti a fare da cornice alla storia della protagonista: amore, dolore, affetto, amicizia. Il lettore segue Stella in un turbinio di eventi e colpi di scena che la renderanno, alla fine, più matura e consapevole: è una sorta di piccola morale che non vuole essere un insegnamento, ma uno spunto di riflessione. L’unico piccolo neo che personalmente ho riscontrato, essendo a contatto con l’ambiente musicale, è la visione un po’ ingenua (e forse anacronistica) dei meccanismi del mercato produttivo e discografico. Purtroppo è una realtà molto più difficile, in cui ogni singolo investimento deve assicurare un profitto sicuro. In ogni caso, visto che il romanzo non ha certo una pretesa tecnica o didattica, Angela Grillo riesce perfettamente nell’intento di far sognare il lettore ad occhi aperti, conducendolo per mano là dove vivono i sentimenti più veri: After the Sun.

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Nuove regole di sicurezza per i voli USA

L’agenzia per la sicurezza dei trasporti statunitense ha introdotto nuovi controlli per prevenire possibili attacchi terroristici gestiti con le nuove tecnologie, nella sostanza se lo smartphone è scarico l’apparecchio viene confiscato e verranno effettuati controlli più severi al viaggiatore. 

L’aeroporto londinese di Heathrow avrebbe già iniziato ad adottare le nuove misure, che secondo l’emittente radiotelevisiva britannica sono state per ora accettate dal Regno Unito, dalla Francia e dalla Germania, ma che potrebbero venire allargate presto ad altri paesi, in Europa e altrove. I controlli sui telefonini potranno naturalmente causare ritardi e creare lunghe code ai metal detector, rendendo consigliabile ai passeggeri di recarsi all’aeroporto con un anticipo più ampio delle due ore circa che sono in genere richieste. 

Quest’ estate vi sarà capitato di imbattervi in questa notizia cercando magari un volo per Londra sul sito della British Airways!

Riepilogando ecco di cosa si tratta: i Governi di Regno Unito e Stati Uniti hanno emesso nuove regole  per gli apparecchi elettronici che siamo soliti portare in viaggio e quindi in volo. Da oggi all’aeroporto potrebbe capitarvi, al controllo di sicurezza, di dover accendere il vostro cellulare, smartphone, tablet o pc e dimostrarne la funzionalità effettiva per evitare di salire a bordo con apparecchi in realtà camuffati come tali. La nuova procedura é già in vigore e pertanto si aggiunge alla lista delle cose da fare prima della partenza: soldi, biglietto, passaporto e cellulari totalmente carichi! 

smartphone

Effettivamente, al di là del disagio la nuova regola ha la sua fondatezza, quella di proteggere tutti da possibili attacchi teerroristici, pertanto non resta che adeguarsi ed aggiungere un’altro onere per i viaggiatori, specialmente quelli con bambini, che tendono a scaricare completamente i loro dispositivi come videogames o tablets o appunto i cellulari! 

Il nuovo regolamento é già in vigore ed inflessibile, se non sarete in grado di accendere l’apparecchio elettronico e di farlo funzionare, lo stesso non sarà ammesso sul volo! Per facilitare i viaggiatori c’è un impegno preciso a fornire colonnine di ricarica negli aeroporti anche se facilmente in numeronon sufficiente dove il traffico passeggeri é considerevole.

Fate attenzione, questa normativa é valida per ogni volo in partenza dal Regno Unito !

Su tgviaggi.com puoi trovare maggiori informazioni o comunque consigliamo di contattare la compagnia aerea con cui si viaggia!

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Le 10 cose più belle da vedere a Toronto

L’autunno è forse la stagione migliore per visitare il Canada – e la metropoli di Toronto nell’Ontario di solito è una tappa che non manca mai negli itinerari degli italiani. Ecco una breve guida ad alcune attrattive che secondo noi non bisognerebbe perdere.

1) Toronto Islands: il piccolo arcipelago di isole nella parte occidentale del lago Ontario, sono vicinissime al centro città e sono il luogo ideale per un picnic, una passeggiata o un giro in bicicletta. Si raggiungono in traghetto, ma è in costruzione anche un tunnel pedonale sotterraneo.

Toronto Islands

2) High Park: situato nella zona del Bloor West Village è un eccellente modo per gustare colori e profumi della natura di questa parte del mondo. Un paradiso anche per i fotografi.

High Park Toronto

3) Casa Loma: per chi ama la storia, una visita guidata a questo castello in stile europeo, che vanta anche splendidi giardini.

4) CN Tower: per molti è l’attrazione numero uno della città di Toronto. La torre della televisione non piace soltanto a chi soffre terribilmente di vertigini. In ogni caso, nessun viaggio a Toronto può dirsi completo se non si è saliti alla terrazza panoramica con il pavimento trasparente e se non si è consumato un pasto nel ristorante rotante che nel giro di un’ora vi mostrerà tutta la città e la sua bellezza.

CN Tower Toronto

5) Harbourfront: la zona del porto con il lungolago sull’Ontario è molto tranquilla rispetto al caos della città. Qui si possono affittare barche e barchette, ascoltare concerti o visitare fiere di vario tipo.

6) Scarborough Bluff Trails: sono sentieri a picco sul lago Ontario, uno dei luoghi migliori per una passeggiata serena e tranquilla, con magnifici paesaggi da ammirare.

Scarborough Bluff Trails Toronto

7) St. Lawrence Market: il mercato del centro città, eccellente per trovare frutti di mare e carne locale, ma anche pane e olio d’oliva. E’ chiuso la domenica e il lunedì.

St. Lawrence Market TOronto

8) Crothers’ Woods: una riserva naturale nel cuore della Don Valley. Piacerà molto a chi ama il trekking.

9) Le spiagge: si trovano nella zona est della città e offrono straordinari campi da beachvolley.

10) Riverdale Farm: nella località di Cabbagetown, è una fattoria che si estende su un terreno vastissimo. Non soltanto il paesaggio qui è splendido e coperto di fiori, ma offre anche una visione di come potevano essere i più antichi edifici di Toronto.

Riverdale_Farm_in_downtown_Toronto

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Skansen, la Stoccolma per i più piccoli

Uno degli elementi che più in assoluto rendono la capitale svedese una città affascinante è il suo svilupparsi sul dorso di un piccolo arcipelago, composto da 14 isole che congiungono il lago Mälaren al Mar Baltico. Non aspettatevi però intimi e romantici scorci come il Ponte dei Sospiri o il Canal Grande della Serenissima, qui i canali che dividono i vari lembi di terra su cui Stoccolma poggia le sue fondamenta sono molto ampi, e il profilo della città ricorda in molti aspetti altre grandi capitali europee, grazie agli ampi viali e ai maestosi palazzi di varie epoche e architetture (barocco, imperiale, gotico baltico, etc.).

I grandi canali possono riportare semmai alla mente le immagini tipiche di altre importanti capitali europee attraversate da fiumi di grande portata, come Londra o Parigi. Quello che però sorprende è come le successive ricostruzioni, alcune avvenute in tempi relativamente recenti a causa di numerosi incendi, non abbiano minimamente turbato l’equilibrio tra antico e moderno, in una città che si sviluppa in una maniera sorprendentemente armoniosa in ogni suo quartiere.

Se avete deciso di visitare Stoccolma con la famiglia al seguito, una tappa è assolutamente imperdibile: si tratta di Skansen, un parco giochi e zoo all’aperto che ha rappresentato, e rappresenta tuttora, un esempio seguito da molte altre città nella creazione di aree verdi e di zone appositamente dedicate ai più piccoli.

Skansen ingresso parco

Ci troviamo sull’isola di Djurgården, nota anche per il museo Vasa, dove è conservato un incredibile galeone del Seicento in legno, giunto ai giorni nostri praticamente intatto. Qui, nel 1891, il filologo Arthur Immanuel Hazelius fece realizzare questo parco con l’intenzione di tramandare ai posteri una “fotografia” delle tradizioni rurali svedesi prima che venissero cancellate dall’avvento della rivoluzione industriale. Per farlo, vennero raccolti oggetti di vita quotidiana come utensili, suppellettili e antiche macchine agricole. Non solo: intere fattorie, mulini, case padronali e altre strutture d’epoca (alcune risalenti addirittura al XVII secolo) vennero acquistate in varie zone del paese, smontate e ricostruite fedelmente, mantenendo solo i materiali originali, nel cuore di questo parco, che oggi offre uno spaccato fedelissimo del passato contadino della Svezia.

Galeone Museo Vasa

Grazie alla presenza di alcuni figuranti in costume tradizionale impegnati nelle principali attività che animavano il villaggio, è inoltre possibile rivivere la vita quotidiana delle famiglie contadine di un tempo.

Ovviamente, ogni fattoria che si rispetti ha numerosi animali al suo interno, e Skansen non fa certo eccezione. Qui ci si può facilmente ritrovare, nel corso di una passeggiata, nel bel mezzo di un gregge di pecore o tra un gruppetto di oche starnazzanti.

Negli spazi dedicati ai più piccoli, che qui sono numerosissimi, i bambini possono incontrare e toccare con mano conigli, anatroccoli e altri animaletti che si lasciano tranquillamente avvicinare. Non solo: Skansen è anche un autentico parco zoologico a cielo aperto, dove i più importanti rappresentanti della fauna nordica possono essere osservati da vicino. Tra i tanti animali qui presenti, indimenticabili sono gli incontri con l’alce, il lupo, l’orso bruno e persino il bisonte europeo, animale che nel corso del secolo scorso ha mancato l’estinzione per un soffio.

Skansen è anche noto per i tanti eventi che vengono organizzati al suo interno, spesso dedicati ai più piccoli: concerti, feste, mercatini e persino eventi televisivi hanno come sfondo i suoi splendidi scorci che sanno di antico.

Una visita nel cuore verde di Stoccolma richiede circa una giornata comprese le soste “di piacere”, che qui sono particolarmente gustose grazie alla presenza di ristoranti e botteghe tradizionali, ed è pienamente ripagata dalla soddisfazione di vedere come anche una grande città possa mantenere uno spirito semplice, adatto ai più piccoli e legato alla tradizione e alla natura.

Sito ufficiale di Skansen (pagina in italiano)

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Londra a piedi!

Londra a piedi in pochi giorni: si può fare! La capitale inglese è uno di quei posti in cui è naturale camminare, sia per la prossimità che c’è tra un luogo turistico e l’altro, sia perché i mezzi di trasporto hanno davvero costi proibitivi.

Si rende necessaria una piccola guida per poter visitare la maggior parte dei monumenti e dei luoghi più importanti di Londra in un solo pomeriggio, senza prendere un mezzo pubblico se non per giungere a Westminster e tornare in albergo. Non dimenticate scarpe da ginnastica e macchina fotografica! (Se invece cerchi idee per un giro “alternativo” leggi l’articolo: Camden Town la Londra che non ti aspetti!)

Big Ben e Houses of Parliament

Big ben

La fermata della metropolitana di Westminster che si trova sulla linea giallo-verde (District Line) e sulla linea grigia (Jubilee Line) è il nostro primissimo punto di riferimento per uno dei momenti più significativi del nostro itinerario.

Westminster Abbey

Westminster Abbey

Lasciate per un attimo la splendida Torre dell’Orologio e dirigetevi a destra verso Westminster Abbey, di fianco ai giardini con le statue di importanti personaggi storici. L’ingresso alla chiesa anglicana costa 20 £ per gli adulti, 17 £ per gli over 60 e studenti con documento valido e 9 £ dai sei ai sedici anni, con ulteriori sconti per famiglie: da non perdere assolutamente la tomba dedicata a Isaac Newton e il Trono delle Incoronazioni che nasconde una storia interessante.

Westminster Bridge e London Eye

London Eye

Tornate ora verso il Big Ben e salite sul ponte: la vista che si vede da qui vi lascerà senza fiato (soprattutto se c’è vento!), ed è a mio avviso la migliore di Londra. Dopo aver scattato le foto di rito, noterete a sinistra il London Eye, la famosa ruota costruita nel 2000 e diventata l’attrazione a pagamento più popolare della città. Il prezzo di un biglietto standard è di 21.50 £ per gli adulti e di 15.50 £ per bambini e ragazzi dai 4 ai 15 anni, ma può variare a seconda che decidiate di acquistare un biglietto-tour che includa altre attrazioni londinesi, ad esempio il Madame Tussauds, oppure se decidete di acquistare un ticket senza fare la fila risparmiando notevolmente. Il giro dura circa mezz’ora, ma ne vale la pena: la vista dall’alto è davvero notevole, ed è meglio assicurarsi del meteo prima di salirvi.

Madame Tussaud

Il Tate Modern e il Millennium Bridge

Godetevi la passeggiata lungo il Tamigi dove potrete vedere il famoso skate park di Southbank, numerose bancarelle di libri usati o mercatini natalizi se è il periodo giusto e la Oxo Tower, ristorante, café e soprattutto luogo di esibizioni d’arte e design. Ci dirigiamo ora verso il museo d’arte contemporanea più famoso di Londra, il Tate Modern che, come i più rinomati musei della capitale, è a ingresso gratuito. Dopo la visita si può proseguire sopra l’affollato Millennium Bridge, ultramoderno e sede di una scena famosa in uno dei film della saga di Harry Potter. Proseguite verso la cupola e arriverete alla cattedrale di St.Paul.

St.Paul’s Cathedral

St.Paul Cathedral, maestosa e riconoscibile dalla grande cupola che ricorda San Pietro a Roma, fu ricostruita secondo lo stile barocco inglese dopo il Grande Incendio che colpì Londra nel 1666. Visitare la cattedrale è diventato a pagamento: 16.50 £ per gli adulti, 14.50 £ per studenti con documento valido e 7.50 £ per i bambini; all’interno potrete ammirare diverse cappelle, gallerie, tombe e potrete soprattutto salire sulla cupola.

The Globe

Tornate sul Millennium Bridge e recatevi al The Globe, il famoso teatro di Shakespeare che conserva ancora la sua forma originale. Inaugurato nel 1997, il Globe si può visitare e si può inoltre assistere a spettacoli teatrali rigorosamente shakespeariani: per ogni messa in scena vengono venduti dei biglietti standing (ossia dove non si ha diritto a posti a sedere) a soli 5£.

Globe_Theatre_post Maggia Parking Malpensa

London Bridge

Proseguendo sulla sinistra e superando una galleria, si giunge al London Bridge, primo ponte di Londra più volte ricostruito. All’inizio del ponte e subito di fronte la stazione si possono scendere delle scale con gradini piuttosto stretti: ecco l’ultima tappa della nostra lunga passeggiata. Sulla sinistra nel mezzo del fiume potrete vedere la nave-museo HMS Belfast che partecipò alla Seconda Guerra Mondiale.

Tower Bridge e Tower of London

Tower Bridge e Tower of London

Infine eccoci giunti al Tower Bridge, splendido ponte color pastello che, se siete fortunati, potrete vedere alzato in procinto di far transitare navi o barche particolarmente voluminose. Attraversandolo potrete godere di uno dei più bei panorami della città sulla sinistra, mentre proseguendo noterete la meravigliosa Tower of London, custode di antichi segreti e soprattutto dei gioielli della Corona: è un luogo molto grande e pieno di storia, e l’ingresso costa 24.50 £ per gli adulti e 11 £ per i bambini.

Siamo arrivati alla fine di questo entusiasmante percorso il cui tempo stimato si aggira attorno alle due ore di cammino… escluse però le visite all’interno delle attrazioni citate. Le fermate della metropolitana più vicine a questo punto sono London Bridge sulla linea grigia (Jubilee Line) e sulla nera (Northern Line), Tower Hill sulla linea giallo-verde (District and Circle Line) e Monument (come Tower Hill sulla District and Circle) con possibilità di andare sulla linea rossa, la Central Line, mentre se prendete un bus potrete facilmente arrivare a Liverpool Street Station o anche a Trafalgar Square.

Infine ancora qualche piccolo suggerimento: se visitate i luoghi di giorno potrete anche entrarvi, mentre se vi avventurerete di sera sarà meraviglioso vedere tutto il percorso illuminato. Inoltre, se vorrete scoprire i luoghi con più calma, pianificate con cura le visite alle chiese o alla Tower of London cercando di acquistare i biglietti online, sempre scontati rispetto all’acquisto sul posto. Sappiate che se volete andare a messa alla Westminster Abbey o a St.Paul l’entrata è gratuita.

Inutile dirvi che noi ancora entusiasti delle bellezze londinesi ci siamo regalati una tappa quasi obbligata proprio qua….

Emirates Stadium

Emirates Stadium

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Il ponte Kusma Gyadi

Il ponte di Kusma Gyadi è lungo circa 344 metri di lunghezza e sospeso sopra 135 metri di altezza, si trova in Nepal e il ponte unisce appunto Kushma a un altro villaggio denominato Gyadichour sull’altro lato di una gola profonda.

Gyadichour è un piccolo villaggio, che è anche un luogo di nascita di molti scienziati, medici, artisti, ingegneri, amministratori, politici e persone altamente creative. Molte persone vengono a Kushma solo per attraversare il ponte.

Chi ha voglia di provare del brivido anche in viaggio ed essere in balia di ciò che le abitudini locali offrono questo è il ponte giusto! 

Si trova sulla riva del fiume Kaligandagi iniziato all’inizio del 2008 e completato nei primi mesi del 2010, l’enorme Kushma-Gyadi, è una delle passerelle sospese tra le più alte al mondo nel suo genere.

Kushma-Gyadi

In questo video potrete vedere il lunghissimo attraversamento del ponte che impressiona i deboli di cuore alla sola vista, figuratevi dal vivo!

Ho un amico che è partito in viaggio di nozze con la seria intenzione di andare e attraversarlo…peccato che sul posto si sia detto “Ma mi sono appena sposato, non vorrei…”.

Ci vuole davvero coraggio per attraversarlo … Voi ci siete stati? Che impressione vi ha fatto? Avete dei consigli per l’organizzazione del viaggio?

Commenta o mandaci la tua esperienza a socialmaggia@gmail.com

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Sulle ali di un Ape di Paolo Brovelli

LIBRO_BOOK_LETTURA

Non sapete che libro leggere durante il volo aereo?

Vi piace leggere anche in vacanza?

Volete ammazzare il tempo tra una tappa e l’altra del vostro viaggio?

Su Amazon trovate questo libro che racconta di un viaggio meraviglioso, attraverso il continente eurasiatico appunto come anticipa il titolo stesso «sulle ali di un Ape». Sulle ali di un Ape ci accompagna, al ritmo lento del piccolo motocarro, attraverso luoghi lontani, dove il tempo pare essersi fermato, ma tutto è in evoluzione ora più che mai, presentandoci gli amici che di chilometro in chilometro riempiono la storia con le loro vite e i loro pensieri.

Esploriamo le grigie periferie georgiane insieme a Miša, fumiamo l’oppio iraniano con Ahmet, ascoltiamo i racconti di nomadi turkmeni sotto il pergolato di Amen; e poi Ramin, durante i giorni di Teheran, Abu e la sua Samarcanda e altri ancora, che si muovono mescolandosi a Gengis Khan e Tamerlano, ai mullah iraniani, ai cammellieri kirghizi, ai pastori uzbeki, ai mercanti cinesi, agli antichi viaggiatori come il marocchino Ibn Battuta e l’onnipresente Marco Polo.

Mille viaggi in un’avventura coinvolgente, dove davanti ai nostri occhi prendono forma alcune delle regioni più affascinanti del pianeta, i deserti misteriosi dell’Asia centrale e i valichi impervi dell’Himalaya, i vicoli di Istanbul e le maestose madrase di Samarcanda. E ancora Persepoli, Buhara, il deserto del Gobi, Pechino. Eccone un piccolo assaggio per i lettori di Maggia Travellers

 

” Nonostante i recenti miglioramenti, intraprendere un raid intercontinentale rimane una sorta di puzzle burocratico, nel quale il viaggiatore deve cercare di comporre l’intero quadro facendo combaciare tempi, luoghi e costi nel modo più efficace ed economico possibile. I pezzi che maneggerà sono i visti consolari, i permessi e documenti di altra natura, per sé e per il suo fedele compagno di viaggio: il veicolo, che anche da questo punto di vista richiede attenzioni non indifferenti. Sarà un lavoro duro, fatto di code e attese interminabili, telefonate lunghe e dispendiose, fax e, da qualche anno, e-mail e nottate sugli instabili meandri di Internet. Un viaggio nel viaggio, quasi più estenuante della spedizione vera e propria.”

(Paolo Brovelli, Sulle ali di un Ape)

 

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Paella e tapas? Dove andare a Barcellona!

Barcellona è una di quelle città che non ha bisogno di presentazioni: semplicemente splendida, piena di vitalità e di folclore. Ma vi suggeriamo qualche locale, tanto per orientarvi, ve li suggeriamo perchè ognuno è corredato da recensioni della community di Foursquare.

Guarda le liste anche sul nostro profilo, potrai consultarle comodamente dal cellulare durante il tuo viaggio.

PAELLA a Barcellona

Les Quinze Nits

Indiscutibilmente uno dei migliori ristoranti a Barcellona dove potrete mangiare le specialità più tipiche; con 20 euro vi serviranno un gigantesco piatto di paella, sangria, dolce e caffè. È situato in una delle piazze più caratteristiche e frequentate del Quartiere Gotico.

Plaza Reial 6 – Zona Ramblas – Metro Liceu, linea verde L3

i luoghi del cuore_maggia_malpensa (4)

 El rey de la gamba

È un ristorante molto turistico, si trova sul trafficato passeggio che dalla metro Barceloneta porta fino alla spiaggia. Servono un’ottima paella e buon pesce. Si spendono mediamente 20 €.

Passeig Juan de Borbò 53 – Zona: Barceloneta – Metro Barceloneta, linea gialla L4 

 

TAPAS a Barcellona

 Tapa Tapa

È situato proprio di fronte alla Casa Battlò e vi potrete abbuffare delle tapas più classiche della cucina spagnola; dalla carne al pesce, tortillas, formaggi, ecc… I prezzi sono abbordabili nonostante la posizione molto rinomata.

Passeig de Gràcia 44 – Metro Passeig de Gracia (varie linee) – Zona: Eixample. 

i luoghi del cuore_maggia_malpensa (9)

Bombeta

C’è sempre un po’ di fila ma vale la pena aspettare. È un po’ più caro rispetto agli altri ristoranti di tapas in quanto molto turistico.

Carrer Maquinista 3 – Metro Barceloneta, linea gialla L4 – Zona: Barceloneta

Bitacora 

È un bar normale ma fa delle tapas eccezionali. In fondo al locale c’è una terrazzina con tavolini all’esterno, molto caratteristica.

Carrer Balboa 1 – Metro Barceloneta, linea gialla L4 – Zona: Barceloneta

Can Eusebio

È un locale famoso per la sua varietà di tapas e per i suoi prezzi economicissimi: la birra, ad esempio, costa 1 euro. A disposizione dei clienti ci sono dei tavolini fuori dal locale dove mangiare accarezzati da una fresca brezza. Attenzione a non arrivare tardi per evitare il pieno di gente.

Carrer de Vila i Vilà, 84 – Metro Parallel, linea verde L3 – Zona: Poble Sec.

GIPSY LOU

Gestito da cileni, è un ottimo bar dove magiare tapas e panini. I cocktail sono fantastici.

Carrer Ferlandina 55 – Metro Sant Antoni, linea viola L2 -Zona: Raval. 

SHHH..NO SE LO DIGAS A NADIE

È un buon posto per mangiare tapas nel quartiere Gracia.

Carrer de Torrijos 53 – Metro Fontana, linea verde L3 o Joanic, linea gialla L4 – Zona: Gracia. 

100 MONTADITOS

Qui si mangiano i montaditos, le tipiche tapas di Siviglia, che altro non sono che paninetti dai 1000 gusti… anzi 100, come nel menu!

Plaza Urquinaona 1 – Metro Urquinaona, linea L4 o linea rossa L1 – Zona: Urquinaona

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Buon viaggio!

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Ses Illetes: la più bella di Formentera…

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Ses Illetes di Formentera… la più bella spiaggia delle Baleari! 

Se pensate che avere un mare caraibico in Europa sia un accostamento inappropriato, vi sbagliate.

Ses Illetes, famosissima spiaggia di Formentera nell’ arcipelago delle Baleari, è conosciuta infatti per il suo mare cristallino con sfumature turchesi e per la sabbia bianca e fine.

Il mare cristallino

La spiaggia di Ses Illetes (a breve distanza sia dall’ isola di Espalmador che dal centro di La Savina) si presenta come un lembo di sabbia candida e soffice lungo quasi 500 metri. Entrambi i lati del litorale, i lidi “gemelli” Ses Illetes e Llevant, si affacciano sul mare, che può essere contemporaneamente mosso da una parte e calmo dall’ altra.                                                                                                                                              ses illetes formentera

Fare un tuffo nelle acque di questo mare è davvero un sogno, sia per i colori che lo caratterizzano sia per la limpidezza e pulizia dello stesso, tanto che ha poco da invidiare a quello di note mete tropicali. Il suo fondale, digradante e sabbioso, è ricoperto da una prateria marina di Posidonia, che ha fatto valere alla zona il titolo di Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Dalla costa, non per niente denominata “la spiaggia delle piccole isole”, sono visibili anche diverse isolette minori, tra cui Illa de Tramuntana.

Come raggiungerla

Playa de Ses Illetes, situata nella penisola Trucador a nord di Formentera, è raggiungibile in macchina o con i mezzi pubblici tramite la Avenida Mediterrània. Ma poiché si tratta di una riserva naturale, più precisamente di una parte del parco naturale delle Saline, si deve pagare un pedaggio per accedervi in auto o in motorino. L’accesso è gratuito se si arriva, invece, a piedi o in bicicletta.

È, inoltre, collegata anche da alcuni traghetti in partenza da La Savina.

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Servizi per il turista

Molto affollata nei mesi estivi, a giudicare dai commenti dei nostri clienti i servizi accessori sono molto cari; sopratutto bar e ristoranti della zona sono abbastanza costosi. Oltre ai servizi di ristorazione sono presenti anche chioschi, servizi di noleggio ombrelloni ed equipaggiamenti sportivi, per la vela, il windsurf e lo sci nautico.

Paradiso per i naturisti, è particolarmente apprezzata dagli amanti delle immersioni che qui possono scoprire una meravigliosa fauna marina e dai surfisti, dal momento che la spiaggia è spesso battuta dal vento.

Perché visitarla

Ses Illetes è una spiaggia unica, che lascia senza fiato e non si dimentica facilmente perché non ha eguali. I colori sono incredibili con sfumature uno diverso dall’altro e la vegetazione rigogliosa, la rendono un posto perfetto per godere di una bella giornata al mare.

E a chi vuole aggiungere anche il benessere a tutto questo, consigliamo una visita all’ isola di Espalmador, in cui le lagune di fango sono ideali per rigeneranti bagni nelle pozze di argilla calda. Vale la pena sapere che in condizioni di bassa marea, l’isola è raggiungibile anche a piedi con una camminata di mezz’ ora.

Lagune di fango - Espalmadora

Pare proprio che anche Aida Yespica abbia trascorso qualche tempo fa le vacanze a Formentera e che la soubrette, sull’isola delle Baleari, si sia concessa, con alcune amiche, una giornata di sole in spiaggia per poi cospargersi di fango e regalare il risultato a tutti i suoi followers su Twitter. 

Se organizzerete questa tipologia di viaggio non dimenticate di raccontarci come è andata e di inviarci il vostro diario di viaggio corredato con qualche foto alla seguente mail: socialmaggia@gmail.com

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Marsa Alam: un viaggio strepitoso!

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Marsa Alam è, dopo Sharm El Sheikh, la meta più gettonata tra quelle bagnate dal Mar Rosso, ed è la vostra meta del mese di giugno!

La particolarità di questa zona sono le sue spiagge, che, a differenza di quelle di Sharm, offrono la possibilità di passeggiare e balneare a riva senza il rischio di danneggiare la barriera corallina. Per questo motivo, Marsa Alam è forse la località più consigliata per famiglie con bambini e per tutti coloro che amano stare in spiaggia piuttosto che a bordo piscina.

Se tra voi c’è qualche appassionato di kitesurf e windsurf ecco un’altra peculiarità che rende Marsa Alam la meta ideale per questa nicchia di turisti, ed è il vento, che spesso batte le sue coste e attira ogni anno tantissimi appassionati.

Le persone che non sono interessate a questi sport potrebbero essere spaventate dal famigerato vento di Marsa Alam, ma non c’è nulla da temere perché sarà possibile trovare zone riparate dove abbronzarsi in tranquillità, e inoltre non tutte le giornate del vostro soggiorno si riveleranno ventose.

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Tra le varie escursioni, sarà interessantissima quella presso le miniere di smeraldi nelle vicinanze e sarà meraviglioso ammirare le tartarughe marine e fare il bagno con i delfini.

La zona di Marsa Alam non ha centri vivaci come accade per Sharm o Hurghada, essendo più selvaggia ed incontaminata; le serate quindi, nella maggior parte dei casi, vengono trascorse nei villaggi turistici, dove sarà comunque possibile assistere agli spettacoli di’animazione per trascorrere piacevoli serate in compagnia degli amici appena conosciuti.
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Qui troverete una lettura interessante per la vostra meta:

Diario di viaggio a Marsa Alam tratto da Turisti per caso

Se volete condividere con la nostra community il vostro viaggio mandateci foto e il vostro breve racconto provvederemo a pubblicarla quanto prima!

Segui il link Diventa travel-blogger! per scoprire come fare.

Nei prossimi giorni seguiranno foto più dettagliate che vi facciano sognare prima ancora di partire!

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Nel mese di giugno a Barcellona

Barcellona

Programma di viaggio: parcheggia al Maggia Parking Malpensa, vola fino a Barcellona e … divertiti!

 Arriva l’estate a Barcellona, e con la stagione calda anche tanti eventi, iniziative, feste. Ecco, solo per voi, le principali:

  • la festa di San Juan in spiaggia
  • il festival del Sonar
  • tanti, tanti concerti!

Queste sono le news che ci arrivano direttamente dall’Ufficio del Turismo di Barcellona!

La Berbena de Sant Joan a Barcellona. 23/24 giugno 2015

Nota anche come 6256160952_a88039cf72_bLa Nit del Foc, o Notte di fuoco, dà il via alla festa di mezza estate: si tiene il 23 giugno con feste, balli e fuochi d’artificio; ovunque si fa festa e il 24 giugno non si lavora. Tutte le spiagge sono prese d’assalto da milioni di persone e in questa notte si festeggia l’arrivo dell’estate con falò in spiaggia, fuochi d’artificio, petardi, musica e tanto divertimento in ogni angolo della città! Si assiste anche al famoso botellon spagnolo, usanza poco diffusa da noi ma che rimane degna di nota per chi va in vacanza proprio in quel periodo Che cos’è? Semplice: la gente si porta in giro la bottiglia di rum o vodka o altro, la bevanda analcolica, ghiaccio, bicchieri di plastica ed ecco pronti per il cocktail in strada. In spiaggia quella notte tutti avranno il loro long drink fai-da-te! E tu non puoi essere da meno!

I fuochi d’artificio sono un rito immancabile oltre che davvero spettacolari e la spiaggia rimane da sempre il posto migliore per vederli..a meno che il vostro albergo non affacci sulla spiaggia o siate ospiti in un superattico affacciato sul mare!

Tutti i chiringuitos delle spiagge sono aperti tutta la notte e mettono musica commerciale o house, ma il posto migliore, più noto sulla spiaggia è il Macarena Beach nella Playa del Port Forum.

 

I festival di giugno a Barcellona

Giugno è il mese del Sonar! Il festival elettronico più importante di Barcellona quest’anno ospita Paul Kalkbrenner e Justice, ma non solo. Inizia giovedì 18 giugno e finisce sabato 20. Per ulteriori informazioni su Sonar 2015: Sonar Festival . La programmazione del Sonar   2015   presenta i primi artisti confermati tra cui: Massive Attack, Plastikman, Richie Hawtin, Four Tet, James Holden, Jon Hopkins, Oneohtrix Point Never, Evain Christ, Caribou, Matmos, Gesaffelstein, Downliners Sekt, Jessy Lanza, Nisennenmondai, Woodkid, Bonobo, Moderat, I am legion.

Da tenere in agenda anche i Piknic Electronik del Montjuic. La musica inizia alle 13 e finisce alle 22. Se volete continuare a ballare in zona poi c’è la discoteca Apolo.

I concerti di giugno a Barcellona: Rihanna, Muse e Smashing Pumpkins

14 giugno si inizia alla grande il mese con il concerto di Maroon5 al Palau Sant Jordi del Montjuic. Il concerto inizia alle 21:30 . Il 16 giugno suona invece Ariana Grande. E se non vi bastasse ecco il link dove trovate tutti i concerti: Programma dei concerti a Barcellona

Curiosità 

Domenica 30 giugno riparte anche il cinema sotto le stelle nel fossato del Castello del Montjuic. L’ambiente è molto affascinante e spesso ci sono film molto belli (il 30 giugno danno Blancanieves alias Biancaneve). Si legge in rete di portarsi una copertina e affittare una sedia sdraio prima che finiscano! Ancora non disponibile la programmazione completa  che troverete al seguente link Cinema sotto le stelle

Condividete se vi sono piaciute le notizie o se sapete che qualche amico sta per andare a Barcellona senza queste “preziose” informazioni, e… hasta la fiesta siempre!

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Pasteis de Belém: Lisbona

LisbonaUn viaggio a Lisbona, una delle capitali europee più belle ma anche più atipiche a causa della sua insolita struttura fatta di piccoli vicoli del centro storico, collinette che si susseguono senza soluzione di continuità alle spalle della foce del Tago ed elementi di storia antica e moderna che coesistono senza attriti, prevede alcune tappe obbligate. Tra queste, una in particolare è assolutamente imperdibile: il celebre Monastero des Jerónimos, meravigliosa struttura cinquecentesca, edificata dal re Manuele I per celebrare il ritorno in patria del navigatore Vasco Da Gama e la sua scoperta della rotta per l’India.

Realizzato dall’architetto Diogo De Boitaca nello stile manuelino, che prevede la presenza sia di elementi gotici che rinascimentali, la maestosa struttura del monastero, con il suo portale e la sua lunga facciata bianca riccamente decorati, è chiaramente riconoscibile anche da grandi distanze, e ha anche una storia molto “dolce” da raccontare al suo visitatore.

Monastero

 

All’inizio del XIX Secolo, infatti, a poche decine di metri al Monastero, nel quartiere di Belém si poteva infatti trovare una raffineria di zucchero di canna connessa direttamente con un piccolo dispaccio alimentare. Come risultato della rivoluzione liberale del 1820, circa quindici anni dopo tutti i monasteri vennero chiusi, e monaci e lavoratori espulsi dalle strutture religiose. Per trovare una nuova occupazione, alcuni dei monaci che avevano vissuto e lavorato a Belém iniziarono a vendere al negozio alcuni dolci di loro creazione, che ebbero subito successo tra i clienti, iniziarono ad attirare curiosi e golosi anche da fuori e vennero ben presto conosciuti come Pasteis de Belém. Nel 1837 la ricetta segreta dei dolci passò nelle mani dei gestori di questo piccolo negozio, che da allora iniziarono a realizzare i pasteis direttamente nelle proprie cucine, per venderli ai tanti curiosi e turisti che iniziavano a visitare il monastero, divenuto aperto al pubblico. Ai tempi non esistevano chiaramente automobili o metropolitane, e il remoto quartiere di Belém poteva essere raggiunto dal centro di Lisbona solo in barca o vaporetto, dopo un trasferimento piuttosto lungo. Una sosta di piacere a pochi passi dall’attrazione turistica divenne così un’abitudine, quasi un rito, che prese piede tra tutti i turisti, anche stranieri, che venivano in visita al monastero.

Pastel de nata

E, sorprendentemente, dopo quasi due secoli la tradizione è rimasta immutata: il negozio originale dei Pasteis de Belém, facilmente riconoscibile grazie alla sua piccola facciata adornata con le tradizionali piastrelle bianche e blu, tipiche della capitale lusitana, è ancora lì presente, pronto ad accogliervi con i suoi mille sapori tipici della pasticceria portoghese, e con un pastel già pronto a darvi il benvenuto.

Questo piccolo pasticcino è ormai diventato un’istituzione: è divenuto il dolce tipico non solo del Portogallo ma di tutti i paesi di lingua portoghese, è immancabile nelle colazioni e negli spuntini dolci di tutto il paese, ed è ormai conosciuto anche negli altri paesi col nome di Pastel de nata (“di crema, di panna acida”). Ma la ricetta originale, quella dei monaci di Belém, è ancora un segreto custodito da quei pochi fortunati che lavorano al negozio di Belém e sfornano migliaia di pasteis ogni giorno per gli affamati turisti. Si può comunque cercare di riprodurla, e ottenere risultati anche discreti, dato che apparentemente si tratta di un dolce di facile realizzazione, fatto di una struttura esterna di pasta sfoglia e un ripieno di panna e uova, il tutto arricchito di zucchero a velo e cannella. Ma la ricetta originale, quella che solo a pochi passi dal monastero dove è nata può essere assaggiata, sembra ancora impossibile da eguagliare. Suggestione? È possibile, di certo se verrete a trovarvi nella bellissima capitale del Portogallo una visita ad uno dei più bei monumenti della nazione ben difficilmente vorrete perderla, soprattutto se la lunga coda di attesa per accedervi potrà essere alleviata dall’assaggio di dolci deliziosi e dalla storia affascinante, che sanno di tradizione e dell’arte pasticcera di un tempo passato.

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Se pensi che sia difficile se non addirittura impossibile devi ricrederti, l’obiettivo del nostro Blog è farvi condividere il viaggio con altri viaggiatori. Scrivi di getto, dalla programmazione a come si è svolto, scrivi delle emozioni e dei ricordi che ti ha lasciato, inviaci qualche foto allegata al file e alla pubblicazione e impaginazione ci penserà il Team di Maggia Travellers. 

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Qui non si parla diventare un vero e proprio scrittore di viaggi, oppure fare di due racconti una vera PROFESSIONE , ma solo di raccontare come si farebbe tra amici le proprie esperienze lasciando qualche consiglio o informazione utile ad altri, e infine di leggere le avventure della community per raccogliere spunti, condividere e confrontarsi.

Manda una mail con il materiale del viaggio che vorrai fornirci al seguente indirizzo socialmaggia@gmail.com di Maggia Travellers

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Benvenuti viaggiatori!

Questo blog nasce come punto di riferimento per tutti coloro che amano viaggiare e sono alla ricerca di nuove esperienze di vita oltre che per tutti coloro che desiderano condividere i loro viaggi con noi.

Qui troverete itinerari utili per l’organizzazione di un viaggio, ma anche i vostri racconti, aforismi e recensioni sulle letture che più ci appassionano in viaggio.

Non mancheranno per voi delle piccole guide per districarvi nel meraviglioso e intricato mondo del viaggio.

Non ha la pretesa di essere un vero e proprio “blog di viaggi” ma più un posto dove si parla di viaggi, dove si raccolgono informazioni utili, dove si evade, un posto diverso dal solito sito della compagnia aerea o dal sito dell’agenzia viaggi, un punto d’incontro di chi viaggia!

Vogliamo offrirvi la possibilità di organizzarvi al meglio, di “viaggiare” attraverso i racconti di altri amici della community e viaggiare prima ancora del vostro viaggio con la fantasia, le parole e le immagini! 

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Lo sai perché Maggia Parking tutela l’ambiente?

E’ una soluzione comoda e, allo stesso tempo, rispettosa dell’ambiente. Innanzitutto perché è situato a due passi dall’ aeroporto di Malpensa ma non solo i viaggiatori possono utilizzare la navetta elettrica per l’aeroporto, limitando così le emissioni dannose per l’ambiente.

Chi l’ha detto che essere rispettosi dell’ ambiente comporta disagi e difficoltà?

I viaggi in macchina pur risultando la soluzione più comoda non sempre sono sostenibili. Un’ attenzione all’ ambiente può essere data dal guidatore utilizzando i mezzi e le modalità più sostenibili a disposizione.

L’area del Maggia Parking Malpensa è ampia e accogliente.

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Tanti i servizi offerti al cliente per garantire il massimo comfort:

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Giunto al Maggia Parking il viaggiatore verrà accolto e guidato dal personale, che si occuperà di tutte le sue esigenze con gentilezza e professionalità.

Tra i vantaggi offerti la possibilità di lasciare la macchina e portare con sé le chiavi, per evitare qualunque tipo di disagio nel periodo di sosta.

Vantaggiosa anche l’opzione zero passi: all’ arrivo il cliente e i suoi bagagli vengono caricati in navetta e trasportati al terminal desiderato, e idem, al ritorno.

Al viaggiatore basta contattare il Maggia per risparmiarsi qualunque tipo di disagio dato da un qualsiasi parcheggio low-cost come dover raggiungere a piedi l’auto con il carico delle valigie, con il caldo afoso della stagione estiva o il freddo e la pioggia dei periodi invernali.

A conferma della grande soddisfazione dei suoi clienti il parcheggio vanta il più alto tasso di gradimento. Così come quello con il più alto tasso di ritorni dopo la prima esperienza. 

Dimostra così il parcheggio di avere un elevato livello di fidelizzazione dei clienti, sempre soddisfatti del servizio ricevuto.

Sembra volerci ricordare che il pianeta va sempre rispettato e tutelato  anche con piccoli gesti, come parcheggiare la nostra auto nel posto giusto.

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