798 Il distretto artistico di Pechino

798 Il distretto artistico di Pechino

La Cina del nuovo millennio è un paese completamente cambiato, all’avanguardia, che vuole riscoprire se stesso e assumere un ruolo da protagonista nel nuovo mercato mondiale. Per farlo, un grande rinnovamento si è reso necessario: da nord a sud, tutte le città più importanti dell’Impero Celeste stanno cambiando volto, con centri storici sempre più isolati in mezzo a centri commerciali, grattacieli e modernissime architetture che sembrano voler spazzare via il passato più recente.

Pechino, a pari passo con la capitale commerciale Shanghai, sta facendo da battipista in questa delicata fase di transizione. Complici le Olimpiadi estive del 2008, tantissimi rinnovamenti hanno cambiato radicalmente il volto della metropoli cinese. Se volete visitarla perciò, ricordatevi che i “grandi classici” come la Città Proibita, piazza Tienanmen, il Tempio del Cielo, la Grande Muraglia nella vicina Badaling e la Residenza Estiva dell’Imperatore, per quanto siano sempre mete imperdibili, non sono più le uniche cose che meritano di essere viste nella maestosa capitale della Cina.

birds nest cina

Con le Olimpiadi del 2008, infatti, tutto un nuovo quartiere legato alla Città Olimpica è emerso, e con questo anche gli affitti più cari di tutta la nazione. Ma il rinnovamento ha portato anche alcune architetture sportive bellissime, come il Water cube destinato alle gare di nuoto, e il Bird’s nest, o nido d’uccello, considerato a ragione uno degli stadi più belli del mondo, che di notte è illuminato con luci colorate e suggestive, ed è circondato da un parco e da un piccolo lago artificiale. Queste strutture, così come tutte le altre costruzioni create per le Olimpiadi, sono aperte al pubblico, ospitano regolarmente eventi sportivi di livello mondiale e meritano sicuramente una visita.

È proprio l’architettura uno degli elementi fondamentali su cui si è basato il rinnovamento della città; se da un lato è dolorosa la progressiva scomparsa degli Hutong, i tradizionali vicoli orientati secondo le regole del Feng Shui e popolati da negozi tradizionali in legno che si assiepano fitti intorno al leggendario cuore di Pechino, la Città Proibita, dall’altro bisogna ammettere che le nuove architetture hanno un fascino e una personalità veramente notevoli. Basti pensare all’insolita sagoma del grattacielo della CCTV, la televisione nazionale cinese, che per la propria sede ha scelto una struttura a dir poco insolita, che sembra quasi ripiegata su se stessa ed è riconoscibile da chilometri e chilometri di distanza.

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Ma l’elemento che più di ogni altro rappresenta la metamorfosi della città è il cosiddetto Quartiere 798 il distretto artistico che si trova nella zona nord-est di Pechino, a qualche chilometro dal centro, ed è un qualcosa che nessuno immaginerebbe di trovare qui: si tratta infatti di un’ampia area, che sfrutta antichi residui industriali del periodo maoista per creare mostre temporanee e permanenti di arte moderna. Il quartiere 798 era infatti originariamente una fabbrica militare, in attività negli anni Sessanta e Settanta, creata in seguito ad un accordo tra Cina, Unione Sovietica e Germania Est, che però è stata progressivamente abbandonata, sino ad essere del tutto dismessa negli anni Ottanta. Dalla seconda metà degli anni Novanta in poi, la sua riscoperta ha portato sempre più artisti a sfruttare un’area ampia e dai costi di affitto bassissimi (ci troviamo pur sempre in periferia). Sono così comparsi negozi ed esposizioni temporanee, piccoli musei, laboratori, scuole d’arte. Il risultato che giunge ora ai nostri occhi è un quartiere vivido, insolito, carico di fermento culturale e del tutto slegato dalla tradizione cinese: anche a livello di costruzioni, complice la collaborazione di architetti tedeschi nella sua reazione, sembra a tratti di trovarsi nel bel mezzo della Berlino del Bauhaus, la nota scuola di architettura che ha influenzato l’urbanistica di mezzo mondo.

Pechino 5

Qui possiamo tranquillamente vedere graffiti e street art sui muri, vespe parcheggiate lungo la strada, affreschi e statue di ogni forma e dimensione, personaggi dal sapore vagamente dandy e uno spirito che è raro non solo in questa città, ma in tutto il resto della nazione cinese. Qui alcune delle più importanti personalità artistiche della Cina degli ultimi venti anni hanno mosso i primi passi (tra cui il celebre Ai Wei Wei, noto anche per i suoi forti contrasti col governo cinese), ed è veramente possibile respirare un’aria diversa, internazionale, di totale distacco dal passato e dalla tradizione, i cui echi sono ancora comunque ben forti nelle strutture industriali che ospitano questo piccolo mondo, dove un tempo venivano create armi, mentre oggi fanno da sfondo, quasi da bacheca, ad una nuova “rivoluzione” cinese fatta di arte, di rinnovamento e di pace.

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